
ROMA – Una perdita record di ozono sull’Artico pari al 40 per cento รจ stata registrata in marzo dal satellite Envisat dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). Il fenomeno รจ stato causato da venti molto forti che hanno isolato la massa atmosferica sul Polo Nord, generando temperature molto basse. Questa massa d’aria fredda, per effetto della luce solare, ha rilasciato in marzo prodotti dei clorofluorocarburi (Cfc), come atomi di cloro e bromo, veri e propri distruttori dell’ozono.
L’ultima perdita record di ozono sull’Artico risale a 14 anni fa. Anche nel 1997, come nell’inverno di quest’anno, si erano registrate temperature insolitamente basse e il perchรจ questo sia accaduto รจ ancora da capire. Un’ipotesi all’esame dei ricercatori e’ che i due inverni cosi’ freddi siano correlati statisticamente al cambiamento climatico globale. I venti molto forti che hanno isolato la massa d’aria fredda sull’Artico sono noti come ”vortice polare”, l’area di bassa pressione che staziona in modo semi-permanente sul Polo Nord.
‘Organizzazione metereologica mondiale (Omm) spiega cheย “le osservazioni compiute dal suolo e attraverso palloni aerostatici al di sopra dell’Artico oltre che da satelliti rivelano che la colonna di ozono ha registrato una diminuzione di circa il 40% in questa zona tra l’inizio dell’inverno e la fine del mese di marzo” .
“Il precedente record sulla diminuzione di ozono – spiega ancora la Omm nel comunicato – era del 30% sui quattro mesi invernali”.
