Enna però non è un caso isolato. Infatti per fine settembre è previsto il bis, a Nicosia, in provincia di Enna. Non deve essere un posto particolarmente attraente: 15 mila abitanti in cima a un monte, certo non è Rapallo. Però forse se a qualcuno venisse l’idea di un incentivo, come fecero persino i sovietici per attrarre tecnici in Siberia (forzati a parte), naturalmente legato alla presenza e destinato a scadere quando uno lascia…
Torniamo ai fatti. Da qualche giorno si dovrebbe essere insediato come procuratore Fabio Scavone. Ad attenderlo, per sole due settimane, un unico sostituto in servizio: il pm Daniela Cento. Il 30 settembre, infatti, Cento lascerà la Sicilia per trasferirsi a Milano. Non le si può dare torto, ma se questo è lo Stato…
Anche a Nicosia perché la situazione migliori occorrerà aspettare la primavera, quando dovrebbero arrivare due uditrici. Lapidario il commento del neo procuratore: ”Spero soltanto di non ammalarmi nei prossimi sei mesi…”.
E ancora, dopo Enna e Nicosia l’elenco della Procure in crisi è lungo: Crotone, Mistretta, Sciacca e Ivrea e l’ufficio di sorveglianza di Trapani.
Ha fatto seguito un duro attacco al Csm da parte dell’Unione Camere Penali Italiane, che attribuisce la responsabilità della situazione che si è creata al precedente Csm e all’Associazione magistrati, ”più preoccupata dai risvolti elettorali del problema che dall’effettiva soluzione”.
Accusano i penalisti: ”Il Csm, violando la legge e di fatto congelando la possibilità del ricorso ai trasferimenti d’ufficio, osteggiati dall’Anm ma previsti dalla legge ed in grado di dare immediata risposta al problema della copertura dei posti vacanti, ha preferito utilizzare magistrati in tirocinio abbreviando i termini del tirocinio ed anticipando la scelta della sede da parte degli stessi giovani magistrati. Tale operazione da un lato ha limitato la qualificazione dei nuovi magistrati e dall’altro ha impegnato solo fittiziamente le sedi vacanti, per impedirne la copertura con i trasferimenti d’ufficio e procrastinare di circa dieci mesi l’effettiva copertura”.
Finora dal Csm sono uscite parole. Hanno espresso la ”ferma intenzione” i consiglieri della Terza, presieduta dal laico del Pdl Filibero Palumbo, intenzione di fare il possibile per trovare uno ”spiraglio” che consenta di inviare un magistrato ad Enna prima dell’arrivo ad aprile dei tre uditori giudiziari che sono stati assegnati a quell’ufficio. Proprio tenendo conto delle gravi scoperture nelle procure, il Csm precedente ha abbreviato di due mesi il tirocinio degli uditori giudiziari (sono in tutto 266) e ha assegnato il 45% di loro agli uffici requirenti, privilegiando le sedi disagiate, quelle cioé dove i vuoti di organico sono superiori al 20% .
Sedi dunque che si è deciso di coprire quasi totalmente con gli uditori. Nessun trasferimento d’ufficio, cioè coatto, previsto dalla legge sulle sedi disagiate, è stato invece disposto.Non a caso lo stesso capo dello Stato alla cerimonia di insediamento del nuovo Csm notò che la legge sulle sedi disagiate non è stata ”ancora pienamente attuata”.
Al di là delle sedi disagiate una buona parte degli uffici giudiziari sono in situazione di sofferenza. La scopertura nazionale degli organici è arrivata quasi al 13%: su 9.591 posti, 1.202 sono vuoti. E nei prossimi quattro anni altri 298 rimarranno senza titolare per effetto del pensionamento per raggiunti limiti di eta’ di altrettanti magistrati. Le maggiori carenze sono negli uffici giudiziari di primo grado, dove le vacanze sono 813: 501 nel settore giudicante e 312 nelle Procure. Proprio tenendo conto della drammaticità della situazione nei mesi passati il Csm aveva chiesto al ministro Alfano di bandire due concorsi ravvicinati per il reclutamento di nuove toghe.
