Daniele Franceschi chiedeva di essere visitato in carcere, almeno secondo quanto racconta lo zio. ”Veniamo a conoscenza ora che Daniele aveva chiesto di essere visitato in carcere poiché sembra che, da analisi del sangue fatte in carcere, avesse alto il valore degli enzimi, 0,17, anziché quello normale di 0,6. E ci dicono che per una cosa del genere in Italia si viene portati subito al pronto soccorso dove ti esaminerebbero l’aorta. Invece, in Francia, lo tennero nel carcere, in cella, non fu nemmeno portato in infermeria. Poi mor씑.
Così Aldo Antignano, dà notizia delle ultime informazioni apprese dalla famiglia sulla sua morte avvenuta nel carcere di Grasse il 25 agosto scorso. Lo zio ne ha parlato davanti all’obitorio dell’ospedale Versilia di Lido di Camaiore dove è stata fatta l’autopsia voluta dalla famiglia. Tra coloro in attesa che si compiesse l’esame c’era anche il sindaco di Viareggio Luca Lunardini: ”L’autopsia in Francia risulta svolta in modo formalmente corretto anche rispetto alla mancanza di organi, prelevati per la valutazione complessiva dell’esame – dice il sindaco -. Resta che il cadavere è stato rimpatriato tardi e che risulta mal conservato e, mancando gli organi, fra cui il cuore, sarà difficile per il medico legale italiano dare risposte”.
L’esame del cuore potrebbe essere decisivo per stabilire se Franceschi è morto d’infarto, secondo quanto sostenuto dalle autorità francesi sulle cause della sua morte, e se ricevette le cure necessarie.
