Torna in libertà China, 36 anni, al secolo Edson Vasconcellos Menezes, il trans coinvolto nel caso Marrazzo arrestato martedì 1 dicembre per non aver rispettato l’ordine di espulsione. Entro cinque giorni, tuttavia, China dovrà lasciare l’Italia.
Queste le decisioni prese nella mattinata di mercoledì 2 dicembre dal giudice monocratico del Tribunale di Roma Laura D’Alessandro che ha convalidato l’arresto del trans per non aver ottemperato al decreto di espulsione del 20 novembre, dando però un nuovo nulla osta per l’allontanamento dal territorio nazionale perché non sussistono «motivi di giustizia» per trattenere in Italia il trans.
In udienza, quando il giudice ha chiesto a China da quanti anni fosse in Italia e come si guadagnasse da vivere, ha risposto «da dodici» e poi ha aggiunto, trattenendo le lacrime, «sul marciapiede».
I difensori di China, gli avvocati Manuela e Cristiano Pazienti, che si erano opposti all’ espulsione, hanno spiegato: «La nostra assistita è testimone così come Natalì nella vicenda Marrazzo. Perché sono stati adottati due pesi e due misure?». Il processo a China è stato aggiornato al 19 gennaio.
«Se China volesse esser presente potrebbe farlo. Ma che fa va via e poi ritorna? – spiegano i due avvocati – Martedì al commissariato Flaminio è stata convocata per essere interrogata il 17 dicembre, in relazione ad una rissa con dei romeni, e nelle more hanno verificato che non era stato dato seguito all’ espulsione».
