Le donne, ora sotto la protezione dei centri di accoglienza, venivano costrette a vendere il loro corpo a domicilio, nelle abitazioni dei clienti o all’interno di locali notturni della zona e del litorale. Ad uno di questi, il Fashion Club di Anagni, crocevia di clienti e squillo, in provincia di Frosinone, i carabinieri di Velletri, diretti dal capitano Marco Piras, hanno messo i sigilli.
Convinte a venire in Italia con la promessa di un lavoro venivano stuprate e soggiogate, le donne, tutte con regolare permesso di soggiorno, se tentavano di ribellarsi venivano maltrattate. Una addirittura ha subito la mutilazione di un orecchio ridotto a brandelli e molte di loro venivano prese a calci per farle abortire e tornare al più presto a vendersi ai clienti.
Un incubo per loro finito grazie alle indagini, durate mesi, dei militari dell’Arma che seguendo le tracce degli sfruttatori e incrociando informazioni raccolte con altre indagini, sono risaliti alle prostitute, agli aguzzini e quindi al giro dei locali coinvolti. Dei sei fermati, i due gestori, un italiano e una romena, del locale di Anagni sono stati arrestati la notte scorsa perche’ scoperti in flagranza di reato, per gli altri quattro al momento è stato disposto il fermo di Pg che dovrà quindi trovare conferma dal magistrato. Per altri due complici sono in corso le ricerche.