Wikileaks può essere “scaricato” dalle tasse, ma solo per i cittadini tedeschi. Nel fine settimana appena trascorso, Pay Pal ha annunciato che avrebbe congelato i conti di Wikileaks, adducendo come ragione che il servizio di pagamento non vuole passare come un finanziatore di attivitĂ illegali. Ad essere stato bloccato però non è stato il conto Pay Pal del sito, che non è mai esistito, ma quello di una societĂ esterna non direttamente riconducibile a WikiLeaks.
La società incaricata di collezionare fondi è la Wau Holland Foundation e fa riferimento a Wau Holland, fondatore della Chaos Computer Club, una società di hackeraggio con diverse sedi  in tutta la Germania. La fondazione sembrerebbe essere anche l’amministratore finanziario di WikiLeaks perché da quanto risulta, il conto Pay Pal della Wau Holland Foundation era quello che usava WikiLeaks. In altre parole, la fondazione elargiva fondi quando il sito le mostrava il conto.
La fondazione continua a raccogliere fondi tramite bonifico bancario, ma quello che sorprende, come confermato anche dal sito WikiLeaks, è che le donazioni dei contribuenti tedeschi siano detraibili dalle tasse. La situazione diventa ancora più curiosa se si pensa che in Germania le leggi contro qualsiasi fuga di notizia sono tra le più severe al mondo. Per una fuoriuscita di informazioni infatti  non vengono processati soltanto i responsabili, ma anche i giornalisti che pubblicano le notizie.
Nel Gennaio del 2010, come scritto in un articolo della Weekly Standard, il sito era stato cancellato dalla rete a seguito di una minaccia di causa per favoreggiamento per aver pubblicato dei documenti riservati tedeschi. I documenti si riferivano ad un ordine dato all’esercito tedesco in Afghanistan di attaccare la zona vicino Kunduz. Dal suo ritorno online nell’Aprile del 2010, WikiLeaks si è concentrato esclusivamente sulla pubblcazione di documenti americani.
