Sono andati avanti nonostante le più avverse condizioni meteorologiche, sotto gli occhi sbalorditi di migliaia di passanti incrociati lungo la via. Finché ieri i quattro furgoncini senza autista della Vislab, carrozzeria arancione e telecamere sul tettuccio, hanno completato un viaggio sperimentale dall’Europa alla Cina, senza nessun essere umano al volante.
La storia è cominciata a luglio in piazza del Duomo, a Milano. Quattro mini-van identici, logo giallo della Vislab dipinto sulla fiancata e un progetto: viaggiare per 13.000 mila chilometri, dalla Lombardia a Shangai, con un motore a energia solare e nessuno alla guida. Per dimostrare che telecamere sul parabrezza e sensori elettronici sono in grado di sostituire completamente l’uomo, anzi, sono addirittura migliori perché minimizzano il rischio di incidente.
L’idea di questo Marco Polo del XXI secolo è venuta a un’azienda italiana: la Vislab, legata all’università di Parma. In testa al progetto un italiano, Alberto Broggi, e il sogno di «Viaggiare lungo un percorso che attraversasse più continenti, in diverse condizioni meteo e di traffico, su strade asfaltate e sterrate».
I minivan hanno viaggiato a una velocità media di 50 chilometri orari per quattro ore al giorno, un incedere a tratti frustrante come hanno raccontato gli ingegneri che hanno partecipato alla spedizione. Pur senza autista, sui furgoncini c’erano alcuni ricercatori pronti a intervenire in caso di emergenza. Per il resto tutto è stato nelle “mani” di dodici sensori per “vedere” la strada e un computer per controllare il volante. «Siamo partiti senza neanche una mappa – ha raccontato Broggi – non sapevamo quali condizioni avremmo trovato lungo la via. Ma alla fine siamo intervenuti solo per pagare il casello o parlare con gli agenti della dogana». E per sostituire la batteria, ben 430 chili.
Da Milano a Shangai il viaggio è durato tre mesi. Sulle ruote del furgoncino senza autista la polvere delle strade dell’Est europeo, Russia, Kazakhstan, Cina passando per il deserto del Gobi e fino alla Grande Muraglia. Alcuni autostoppisti raccolti lungo la via ma mai nessuno seduto al posto di guida. Una rivisitazione della via della Seta in chiave moderna. Un’avventura raccontata dai protagonisti in un blog che ha suscitato curiosità ma anche sospetti. Pare che più di una persona, vedendo passare il van, si sia chiesta se non si trattasse di una raccolta non autorizzata di dati. Magari organizzata da Google in Cina.
* Scuola di giornalismo Luiss
