KABUL – Il governo di Kabul lo preferirebbe morto, così dà già l’annucio: il Mullah Omar è stato ucciso, poi ritratta e dice “è scomparso”. Che sia deceduto non ci credono i Taliban, suoi seguaci, non ci credono nemmeno i diplomatici stranieri nella capitale afghana. L’enigma però resta. Chi potrebbe avere fatto fuori il leader talebano di cui non si sa quasi nulla? Nemmeno la data di nascita è stata mai confermata.
Di lui si dice che sia nato nel 1959, ma nessuno ha mai smentito o rettificato la notizia. Adesso invece è in ballo la sua data di morte che, confermata o meno, lascia di certo intendere che qualcosa si sta muovendo in Afghanistan, proprio quando è già iniziato il ritiro delle truppe straniere dal Paese e Kabul vuole apparire indipendente e capace di uscire dall’impasse.
E’ Lutfullah Mashal, portavoce dei servizi di intelligence afghani (Nds), ha dare la notizia alla tv pakistana: ”In base a informazioni ricevute da capi talebani, il Mullah Omar è morto”. Secondo l’emittente afghana Tolo Tv, il leader talebano aveva perso la vita per mano dei servizi di intelligence militari pachistani (Isi) e della Rete Haqqani in circostanze non note durante lo spostamento da Quetta, capoluogo del Baluchistan, alla esplosiva zona tribale del Waziristan settentrionale, un trasferimento orchestrato dall’ex uomo forte dell’Isi ed amico dei talebani, il generale Hamid Gul.
Il generale Gul, sentito dalla stessa TOLOnews, ha negato decisamente di aver avuto qualsiasi contatto col capo talebano: “E’ un’assurdita’”, ha affermato, “non so perché stiano mettendo in circolazione queste voci. Sono semplicemente ridicole”. Gul si è anche detto certo che Omar si nasconda in Afghanistan e non in Pakistan. “Secondo i rapporti americani, il 75 per cento dell’Afghanistan è in mano talebana. Hanno i loro sistemi amministrativi e giudiziari paralleli. Perché il mullah Omar dovrebbe nascondersi in Pakistan? Non lo capisco proprio”, ha sottolineato l’ex capo dell’Isi. “Pura propaganda” è stato invece il commento alla notizia da parte di Zabihullah Mujahid, portavoce dei talebani afghani. Analoghe parole dal portavoce dei talebani pakistani, Ehsanullah Ehsan, secondo cui si è trattato di una mossa volta a “indebolire il fronte talebano”.
Finora gli equilibri erano stati questi: il governo di Hamid Karzai ha sempre spinto i Talebani a un compromesso, ha voluto trattare, ha persino protetto il Mullah Omar pur di arrestare le violenze e le rappresaglie. Dal canto loro i guerriglieri dell’Islam puro non sono mai voluti scendere a nessuno compromesso, almeno finché 150 mila soldati Nato saranno in azione tra Kabul e Herat. L’Fbi ha messo persino una taglia da 25 milioni di dollari per acciuffare il Mullah Omar.
Dall’Isaf, le forze della coalizione, hanno scelto di non commentare l’annuncio, la smentita talebana e le possibili ripercussioni: “Dobbiamo aspettare, non sappiamo niente”.
Il fantasma di Bin Laden che sarebbe stato nascosto in Pakistan per cinque anni non fa che accrescere il bisogno di cautela. Per ora però l’unica cosa certa è che da cinque giorni non ci sono notizie del Mullah Omar, nemico giurato dei Sovietici in Afghanistan negli anni ’80 e poi dell’Occidente per tutti i ’90. Di lui si ricordano solo vecchie immagini, con il viso segnato e senza un occhio perso in battaglia.
Quello che spaventa Kabul è che dopo la morte di Bin Laden è rimasto solo il Mullah Omar in Afghanistan a curare i rapporti con i terroristi di al Qaeda, quegli stessi che lo avevano applaudito quando nel novembre 2001 in un comunicato tv disse: “Il nostro unico obiettivo è distruggere l’America”.
Ora l’Afghanistan ha da dimostrare che può farcela da solo e questo passa da una scomparsa “illustre”. L’agenzia afghana Pajhwork ha parlato di un’operazione congiunta dell’Isi e del network Haqqani per eliminare il famigerato mullah. Sarà vero?
