Il giorno della verità sarà il 4 aprile per Finmeccanica che, come Eni, Enel, Terna e Poste Italiane, finirà sotto i riflettori del governo, chiamato a formare le liste per i vari consigli d’amministrazione.
Secondo quanto scrive Massimo Mucchetti sul Corriere della Sera a 74 anni quello a rischiare di più è l’amministratore delegato Francesco Guarguaglini, a capo di un gruppo che vale 5,8 miliardi di euro.
Sul manager pesano le indagini giudiziarie su alcune società del gruppo che non lo interessano direttamente ma puntano comunque al suo entourage più stretto, fatto dai collaboratori più vicini.
Negli ultimi 8 anni il gruppo ha realizzato acquisizioni per 7,5 miliardi e si è rivalutato, secondo i dati del Corriere della Sera, di 500 milioni di euro. Finmeccanica è il primo gruppo industriale nel settore dell’alta tecnologia e tra i primi dieci nell’ambito dell’aerospazio, difesa e sicurezza.
L’era Guraguaglini è cominciata nel 2002, otto anni fa scrive Mucchetti e valeva 8 miliardi, di cui 5,8 rappresentati dalla quota Stm. “Adesso è un gruppo importante e il capitale vale 5,6-5,8 miliardi senza più Stm”. Però, fa notare il Corriere, l’altra faccia della medaglia è rappresentata dal debito finanziario salito da 2 a 6,5 miliardi.
