ROMA – La ricongiunzione dei contributi non funziona: un articolo del Corriere della Sera scrive oggi, 9 marzo, che, in base alle denunce arrivate al giornale dagli stessi lettori, la legge 122 del 2010 ha reso spesso costosa la riunificazione dei contributi versati in diverse gestioni previdenziali.
Questa possibilità è prevista per tutti i dipendenti pubblici, per gli iscritti ai fondi speciali Inps e per artigiani, commercianti e coltivatori diretti, ma a pagare il prezzo più alto sono i lavoratori iscritti agli ex fondi elettrici e telefonici dell’Istituto.
I contribuenti arriverebbero così a pagare diverse decine di migliaia di euro pur di attuare questa pratica che permette di raggiungere prima i requisiti per andare in pensione e usare per il calcolo dell’assegno tutti i versamenti fatti, cumulandoli in un unico fondo.
Il problema è stato generato dalla cancellazione, con la manovra correttiva, la legge 122 appunto, di tutte le norme che consentivano la ricongiunzione gratuita al regime generale Inps.
L’unificazione dei contributi diventa molto onerosa quando, con la somma dei diversi versamenti, si raggiungono i 40 anni contributivi, grazie ai quali si può andare in pensione con qualunque età anagrafica,oltre che per quei lavoratori che hanno avuto stipendi alti.
Ma, come nota il Corriere, al di là di tutto questo la ricongiunzione diventerà sempre più importante, considerato che, soprattutto i giovani, cambieranno spesso lavoro.
