WASHINGTON – Svizzera senza Ubs, Ubs senza Svizzera: per molti sono una cosa sola eppure il gigante bancario, stando al Wall Street Journal, starebbe pensando a un trasloco in Inghilterra o addirittura in Nord America. Per ora i vertici di Ubs non hanno voluto proprio commentare, eppure sembra che la decisione sia stata presa per colpa della Svizzera e delle regole ferree che ha deciso di imporre al sistema bancario per evitare di fare sobbarcare alle famiglie i costi di un salvataggio in stile 2008.
In breve il piano sarebbe più o meno questo: trasferimento della divisione di investment banking (quindi solo uno scorporo di fatto) oppure trasloco totale. Quale delle due ipotesi si realizzi davvero di fatto c’è una scolta che sembra importante sul fronte Ubs.
L’investment banking ha generato il 44% dei ricavi di Ubs,  7,3 miliardi di dollari, solo nei primi 4 mesi del 2011. Il problema però è che la Svizzera sta cercando di mettere i paletti alle banche visti i trascorsi poco felici, ma senza banche non avrebbe il giro di soldi che ha fatto la fortuna del Paese.
L’Istituto elvetico, viste le indiscrezioni del Wall Street Journal, ha negato che le voci abbiano un fondamento di un trasferimento dell’unità chiave, del cuore svizzero della banca. Ubs ha così risposto: “Si tratta di voci che non vengono commentate dalla banca. Ubs conferma il proprio impegno a sostegno del nostro modello integrato di business e di tutti i settori strategici di attivita’, tra cui l’investment banking”.
Il Wsj invece sostiene altro. Parla chiaramente di un trasloco a Londra o a New York visto che Ubs ha rischiato il fallimento nel 2008 per l’esposizione sui subprime statunitensi: andando via avrebbe capitali propri e sarebbe sottoposta alla normativa locale.
