ROMA – Clamoroso al Parlamento… come fosse una cronaca da quello che fu il Cibali, stadio di Catania da cui giunse l’ormai classico “Clamoroso al Cibali” quando si trattĂ² di annunciare che la squadra piĂ¹ forte invece le stava prendendo di santa ragione. Clamoroso al Parlamento dove il governo va all’opposizione perchĂ© ormai gli votano tutti contro su tutto.
Taglio degli sconti fiscali? Proposto dal governo e bocciato all’unanimitĂ in Commissione parlamentare. Tasse sulle pensioni di guerra? Bocciate all’unanimitĂ ? Iva aumentata sulle cooperative sociali? All’unanimitĂ che resti al 4 per cento. Taglio di 600 milioni alla SanitĂ ? La Commissione Affari sociali della Camera cancella. Fondo di Palazzo Chigi di 900 milioni per l’emergenza? Cancellato e prosciugato dalla Commissione Affari sociali: 400 di quei milioni vadano alla “non autosufficienza” e 450 per il servizio civile e accoglienza ai minori stranieri. E tanti saluti e pure un Tiè! a Camere unite rivolto al governo.
Decreto del governo che dimezzava i soldi ai gruppi consiliari delle Regioni, aboliva i “monogruppi”, tagliava i seggi, eliminava i “vitalizi”, cioè la seconda pensione per i consiglieri e puniva i responsabili individuati del dissesto finanziario del governo locale? La Commissione Bicamerale per le Questioni Regionali (tutto maiuscolo s’intende) si dice d’accordo, ci mancherebbe…Purtuttavia alla Commissione spiace ma non si puĂ² fare: le Regioni devono fare da sole e nessuno puĂ² mettere becco o fretta. Si rispetti “l’autonomia”, anche quando questa si declini in impunitĂ e malversazione.
Legge di stabilitĂ che abbassa l’Irpef e alza l’Iva? Ma neanche per idea fanno sapere i partiti con i loro leader e con i loro uomini e donne nelle Commissioni. Votano o si pronunciano contro le misure piccole e grandi del governo quelli del Pd e del Pdl, di Di Pietro e, se ci fossero in Parlamento, quelli di Vendola e di Grillo, e quelli della Lega e adesso un po’ anche quelli dell’Udc. Da qui a quando si vota Monti e il suo governo sono per tutti i partiti un grande carciofo da “scarciofare” appunto foglia per foglia in campagna elettorale. Campagna elettorale dove uno solo deve essere il grido e l’allarme: “Son finiti i tempi cupi”.
E quindi “clamoroso a Roma, il governo all’opposizione”. Esperti di campionati nazionali i partiti a caccia di voti cominciano a suonarle di santa ragione a questa squadra di presuntuosi parvenu senza tifosi al seguito, le cronache da Montecitorio e Palazzo Madama registrano e non mentono. Peccato che poi, proseguendo nella metafora calcistica, quando si va e si andrĂ a giocare in Europa e nelle Coppe si scopre che i forti in Italia le prendono di santa ragione. Il “campionato” elettorale italiano finisce ad aprile 2013, le Coppe europee durano tutto l’anno.
