« Il miglior numero che sia mai uscito. Rimanete così, noi siamo il popolo », « Orgoglioso di appartenere a questa terra […] E orgoglioso anche di Bild » e tanti, tanti altri. Una valanga di messaggi di compiacimento, di semplice appoggio, riflettuti o infervorati, pubblicati dal più diffuso (a milioni di copie) giornale tedesco per mostrare il sostegno ricevuto dal recente numero in difesa delle tesi di Sarrazin. Il tabloid das Bild, il più temuto, il più letto, ma anche il più criticato e disprezzato quotidiano tedesco è sceso ufficialmente in campo per difendere Sarrazin e, più ancora del personaggio, difendere le parole di questo, da molti considerate razziste.
Andiamo per ordine. L’affaire nasce con la pubblicazione del libro di Thilo Sarrazin, banchiere e storico esponente dei social-democratici tedeschi. Nel saggio, dal titolo evocatore la “Germania si distrugge da sé”, Sarrazin critica senza giri di parole gli immigrati musulmani, quells che considera la loro incapacità di integrarsi, il peso rappresentato dai disoccupati immigrati per il welfare state, lo stato sociale, e altro ancora.
Le sue parole, come era prevedibile in un paese in cui vivono e lavorano sette milioni di immigrati, tra cui molti turchi, scatenano un putiferio, Mentre il libro va letteralmente a ruba e le prime tre edizioni sono già esaurite, la direzione dell’SPD annuncia l’espulsione di Sarrazin (che è stato Ministro delle Finanze di Berlino) e gli altri partiti politici prendono le distanze.
Per solleticare un po’ di più i bassi istinti dei tedeschi, Sarrazin non si è accontentato dei turchi, ma, se l’è presa anche con gli ebrei in una intervista alla Welt am sonntag, edizione domenicale del più prestigioso quotidiano tedesco, la Welt: “Tutti gli ebrei condividono un gene particolare, come i baschi condividono un certo gene che li differenzia dagli altri”. Parole impronunciabili in nessun angolo d’Europa, ma dette da un tedesco in Germania fanno correre brutti brividi giù per la schiena.
E’ allora che la corazzata Bild parte in quinta alla difesa di Sarrazin e pubblica un’appassionata prima pagina in difesa della libertà di opinione. L’editoriale che dà la linea alla pagina però non si limita a uno scontato andamento filosofico e pamphlettario sulla libertà di espressione in una democrazia compiuta. Invece prende, una ad una, le teorie che puntellano il libro di Sarrazin e spiega, una per volta, perché « si devono poter dire queste frasi..».
Ed ecco che i lettori tedeschi del Bild vanno in visibilio. Fioccano i messaggi di congratulazione e di apprezzamento, dai più semplici ai più commossi, qualcuno dei quali è stato perfino pubblicato. C’è anche un universitario che se la prende « con i sedicenti intellettuali che guardano Bild con disprezzo […]. Questo giornale non ha paura, a differenza di altri quotidiani, di trattare con il loro nome i temi sconvenienti ».
La Bild, testata di punta di uno dei più potenti gruppi editoriali del mondo, approfitta del caso Sarrazin per lanciarsi contro l’« ipocrita condiscendenza » dei partiti tradizionali.
E in filigrana si legge la scontentezza per una politica considerata troppo “di sinistra” da parte della Merkel. Viene così pubblicato un sondaggio commissionato dal quotidiano sul « partito degli scontenti », degli elettori, cioè, delusi dai grandi blocchi della politica tedesca. Sorpresa: questo partito potrebbe, secondo le proiezioni, sfondare il 20% dei consensi.
Le conclusioni del giornale, che pesca i suoi lettori nei ceti popolari e si definisce indipendente ma è storicamente vicino a posizioni conservatrici e nazionaliste, sembrano un avviso al cancelliere Angela Merkel: « Molti elettori della CDU sono delusi dal processo di “socialdemocratizzazione” del loro partito. Un partito dal taglio conservatore rappresenterebbe per loro una nuova patria politica ».
