MADRID – La disfatta socialista spagnolo causa ulteriori preoccupazioni per lo stato di salute della già debole economia europea. E’ la tesi sostenuta sul Wall Street Journal dagli analisti Jonathan House e David Roman. Secondo i due, infatti, il crollo di José Luis Zapatero, rischia di comportare una nuova fase di instabilità e vuoto politico in un Paese, la Spagna, che tra il dilagare della protesta sociale e il 21% di disoccupati, non può dirsi fuori pericolo.
La sconfitta socialista, è vero, era annunciata. Ma i numeri del tracollo (10% in meno) rispetto ai popolari mettono tutto in discussione, dalla tenuta dell’esecutivo alla data delle prossime elezioni. A ballare pericolosamente, però, è soprattutto il piano di austerity di Zapatero. La crisi è sia politica (di consenso) sia tecnica: la metà dei tagli di spesa, spiega il Wall Street Journal, dipende infatti dai municipi locali. Già prima delle elezioni, quando erano ancora a guida socialista, le autorità locali aveva fatto poco e niente. Ora quegli stessi municipi si trovano a guida popolare: difficile, quindi, pensare che abbiano voglia di tagliare per compiacere il piano di Zapatero.
Non a caso i popolari sono partiti in quarta chiedendo al premier di dimettersi e di anticipare il voto politico previsto per dicembre 2012. Zapatero, per ora, tiene. Il problema è per quanto. Certo, un ritorno anticipato alle urne non è visto esattamente con favore dagli analisti. Si tratterebbe infatti di un ulteriore elemento di stabilità in un continente che fa enorme fatica a trascinarsi fuori dalla crisi.
House e Roman, infatti, riassumono quanto accaduto nelle ultime settimane: dalla crisi greca con il drammatico bisogno di aiuti per evitare il rischio default al declassamento dell’outlook italiano da stabile a negativo deciso da Standard & Poor’s qualche giorno fa. Taglio analogo a quello deciso per il Belgio da un’altra agenzia, Fitch. “E anche il colosso Germania – scrivono i due – mostra qualche segno di stanchezza”. La strada che porta l’Europa fuori dalla crisi, insomma, sembra ancora lunga e piena di ostacoli.
