Mentre Il Secolo d’Italia titola “Torna la legge bavaglio” ostentando sentimenti anti “bollettino del calciomercato berlusconiano”, scrive Il Fatto Quotidiano in un articolo del 19 febbraio che, per il giornale di area Fli comincia un’altra giornata in trincea. La direttrice futurista Flavia Perina spiega infatti che “hanno messo in moto la fabbrica del fango, e quella del denaro. Hanno prospettato la disintegrazione fisica di chi stava con noi e la ricopertura d’oro di chi passava con loro. Se alla fine di tutto questo – sorride – ci hanno strappato solo tre parlamentari, non mi pare che siamo al tracollo. Sa cosa scrivono oggi i lettori?”.
La direttrice de Il Secolo indica uno scatafascio di lettere sul tavolo, scrive Il Fatto Quotidiano: “Andate avanti, andate avanti, andate avanti! Se questi sono gli umori di un esercito in rotta io non capisco più nulla di politica”.
Il prossimo obiettivo degli ex An rimasti fedeli al Cavaliere sarebbe infatti, scrive Il Fatto di “prendersi il giornale”. Anche la stessa direttrice, nell’editoriale che firma stamattina, raccontando che il nuovo Cda de Il Secolo d’Italia, gestito “tutto da berluscones” ha convocato una riunione per martedì prossimo. Se mancava un tassello al mosaico, ora non manca più nulla.
La parola d’ordine di Silvio Berlusconi è chiudere l’offensiva contro Futuro e Libertà con una guerra lampo e con un azzeramento totale. A tal proposito spiega Il Fatto: “Prima la cancellazione dei gruppi parlamentari. Poi la sterilizzazione della sua coriacea voce mediatica. Chiedi a Enzo Raisi se la prospettiva lo spaventi e lui alza le spalle: ‘No, perché per quanto possano fare non riusciranno mai a cancellarci o imbavagliarci’. L’uomo macchina di Fli si mostra per nulla spaventato: ‘Stiamo pagando tutti insieme i prezzi della sottocultura berlusconiana. L’idea che hanno instillato in questi anni, e cioè che la politica sia un mercato sempre aperto, in cui si battono prezzi di asta a tutte le ore, fa impazzire le persone. Rende insanabili o insostenibili i conflitti che prima erano fisiologici. Pagheremo anche questo prezzo, per costruire una prospettiva nuova’”.
Se ti aggiri per le stanzette del Secolo ponendo interrogativi sulla sopravvivenza del movimento e sul peso della diaspora – racconta ancora il Fatto – ti rispondono tutti allo stesso modo: “Siamo impegnati in una battaglia mortale, ma abbiamo visto ben di peggio”.
Ancora Il Fatto: “Ai finiani futuristi doc, in questo momento, piace respirare l’aria dell’innovazione assoluta, rimarcare che la compravendita dei parlamentari apre spazi a quel microcosmo di società civile che si è fatto strada nel nuovo progetto”.
La Perina poi, ci tiene a spiegare che oggi sul suo giornale non si troveranno invettive contro i transfughi: Non mi piacciono. Ho visto esercitare pressioni pazzesche – spiega la direttrice – e mi rendo conto che chi non aveva la caratura per sostenerle è rimasto schiacciato”. La Perina è sarcastica: “Te lo immagini cosa diventano la nostra storia e questo giornale se il Secolo finisse nelle mani dei berluscones? Paginate regalate al fascismo di cartapesta di Lele Mora. Quello con la suoneria di Faccetta nera, che grida a Formigli ‘Spero che i fascisti arrivino a prenderti a calci!’, e poi imbarca le ragazzine da portare a Villa Certosa!”.
