ROMA – Silvio Berlusconi e Umberto Bossi hanno ricominciato a parlarsi dopo più di un giorno in silezio e pieno di battute a distanza.
Da Domodossola il leader della Lega scandisce chiaramente Ā«io non voglio certo far saltare il GovernoĀ» spalancando le porte di Palazzo Chigi alla sinistra. Ā«Loro – dice anzi Bossi – vogliono farlo cadere, ma la sinistra al Governo non ci andrĆ maiĀ». Pronta la risposta di Berlusconi che assicura, in collegamento telefonico con un’iniziativa politica in sostegno del candidato sindaco a San Benedetto del Tronto, che Ā«la maggioranza ĆØ solida e coesaĀ» e che il Governo Ā«completerĆ la legislaturaĀ».
Berlusconi invece, raccontano i retroscena dei giornali, come quello di Marco Galluzzo sul Corriere della Sera, sembra abbia fatto atto di pentimento.Ā Ā«Con Umberto ho sbagliato, ho commesso un errore, avrei dovuto avvertirlo prima…Ā».
Ā«Non mi avete capito, forse vi risulta incomprensibile quello che faccio, ma io non ho imparato a fare politica, non imparerò mai e non voglio imparare!Ā». Alla cena organizzata dalla deputata del Pdl Melania Rizzoli il capo del governo ha offerto un’immagine di sĆ© spensierata: Ā«Con Bossi ci conosciamo da 20 anni, il governo non ĆØ affatto in pericolo, ma figuriamoci, non scherziamo con le cose serie, c’ĆØ qualcuno che si ĆØ montato la testa, ma non ĆØ UmbertoĀ».
Berlusconi nega di essersi inginocchiato alla Francia e Berlusconi commenta che per lui il premier ĆØ rimasto un pò scombussolatoĀ» dalle richieste di Nicolas Sarkozy. Tante, forse troppe richieste: dalla Libia a Parmalat fino a Edison, tanto per citare i capitoli principali indicati in sofferenza dalla Lega in questi giorni. Ā«’L’Italia non si ĆØ inginocchiata davanti alla FranciaĀ» ĆØ la controreplica (sempre indiretta) del premier che rivendica anzi una diversa veritĆ : «à esattamente il contrarioĀ», dice e porta come prova i dati della Ā«bilancia commerciale che ĆØ in attivo per noiĀ».
Poi il leader deBossi incardina a protezione dell’amico Tremonti, vittima – come lamentato dallo stesso superministro dell’Economia – del fuoco amico del Pdl. Ā«E meno male che Giulio c’ĆØĀ», dice Bossi parafrasando il ritornello di uno degli inni di Forza Italia. Meno male, aggiunge non senza una punta di ironia, Ā«perchĆØ altrimenti Berlusconi spenderebbe tuttoĀ». Che i conti preoccupino la Lega, Bossi non ne fa un mistero. Anche e soprattutto quando questo timore può essere messo in relazione con l’intervento in Libia: Ā«Io sono contrario ai bombardamenti – ribadisce – perchĆØ se butti bombe e missili gli immigrati aumentano e questo non va bene perchĆØ costa troppo. Non vorrei che, quando ĆØ finita, ci dovesse toccare anche pagare i danni di guerraĀ». Da qui la speranza che Ā«Berlusconi cambi ideaĀ» e che si possa Ā«trovare la quadraĀ» con lui.
