Da Famiglia Cristiana arriva un nuovo richiamo alla politica italiana: ”Importanti provvedimenti, come testamento biologico e fine vita, si fanno solo per scompaginare le file avverse. Per mettere in difficoltà , evidenziare contraddizioni e divisioni”. Lo dice il settimanale dei Paolini nell’editoriale di apertura del numero in edicola questa settimana dedicato ai problemi dei giovani, rilevando come lo ”stesso discorso” valga anche per il ”quoziente familiare”.
”O meglio, il ”Fattore famiglia”. Non più necessità vitale e inderogabile per le famiglie, soprattutto con figli. Ma merce di scambio per riagganciare forze politiche. Per qualche voto in più. Per galleggiare, comunque”. E anche sui giovani il giudizio non è tenero: ”Lacrime di coccodrillo, dopo averli massacrati”’.
Si salva soltanto l’intervento di Giorgio Napolitano: ”C’è voluto un anziano e saggio presidente, come Napolitano, per far capire che i giovani sono il nostro futuro, il futuro del Paese. Su cui investire. Con fiducia e nel dialogo. Non isolando e blindando il Palazzo, ma lasciandoli ”esprimere”.
Pacificamente, come essi stessi vogliono. Difendono un loro diritto. Una speranza per l’avvenire. Quella che gli abbiamo ”rubato”, rendendoli precari a vita”. Un intervento che e’ nella scia di altri forti giudizi che Famiglia Cristiana ha dato sulla politica, e non solo, negli ultimissimi tempi. A partire dalle critiche verso le scelte di Marchionne e della Fiat (”il potere va sempre più a chi ce l’ha già ”), alla ”vendita dei deputati” per la fiducia del 14 dicembre, definita ”peggio di tangentopoli”, al ”dissenso democratico spazzato via” per gli incidenti di Roma, sempre del 14 dicembre.
Il settimanale ha puntato il dito in particolare sui giovani, nel solco aperto dal discorso di fine anno del Presidente Napolitano: ”Nel Paese la disoccupazione è all’8,7 per cento. Ma per i giovani cresce in modo esponenziale. Nella fascia d’età tra i 15 e i 24 anni il 29,2 per cento è disoccupato: quasi uno su tre. Peggio al Sud.
I migliori, poi, fuggono all’estero. E ora si spera di farli tornare con facilitazioni di piccolo cabotaggio. ”Lacrime di coccodrillo”, dopo averli massacrati”. ”Se il Palazzo è lontano dai cittadini – conclude l’ultimo editoriale di Famiglia Cristiana lo è ancor di più dai giovani. In modo allarmante. Cresce un malessere diffuso. E nessuno che se ne preoccupi. Anzi, li si illude con facili scorciatoie. O con ottimismo a basso costo, per nascondere dure realtà . Come la disoccupazione. giusto pensare in positivo, purché ognuno si assuma le proprie responsabilità . Nella solidarietà tra le generazioni. Tra padri e figli”.
