Governo e Fli. Sui nuovi equilibri nel governo, sanciti dai numeri della fiducia alla Camera, Fini non si nasconde: “La famosa terza gamba, che qualcuno ha esorcizzato, si è di fatto costituita. Non è più sufficiente presentare le proposte nella maggioranza ma sara’ necessario concordarle”. Fini ha spiegato che Fli ”non e’ un partito vecchio stampo, perché in Italia c’è chi vuole un movimento di opinione che chiede legalità e rispetto delle istituzioni”. L’obiettivo di Fli è essere ”un’organizzazione trasversale visto che qualcuno ha votato Pdl, altri no e c’èanche qualcuno che ha votato a sinistra”. Il presidente della Camera critica poi il Pdl definendolo ” un movimento che non è stato capace di darsi delle regole, dove c’e’ fastidio per il dibattito interno. Ma non voglio polemizzare”. Il presidente della Camera non spiega, però, perchè dopo aver parlato di “comiche finali” quando Berlusconi lanciò il Pdl dal predellino abbia poi deciso di accettare la fusione.
Legge elettorale. Sulla legge elettorale Fini insiste sulla necessità di cambiare: “‘Non penso sia una provocazione né un tentativo di minare una solida maggioranza ma un elemento di discussione che in tanti, anche nella maggioranza, dovrebbero fare”.
Casa di Montecarlo e Vangelo. Quando l’intervista si sposta sulla vicenda della casa di Montecarlo Fini si rifugia nelle Sacre Scritture: ”Si ricorda la parabola della pagliuzza e della trave? Io sono felice perché da 30 anni in Parlamento mi hanno radiografato, qualcuno aveva auspicato il metodo Boffo. Ma se dopo tutto questo e quanto si è speso siamo alla casa di Montecarlo… Quante travi negli occhi altrui…”. ”Io sono stato colpito – afferma Fini – in termini familiari ma anche politici, altro che accanimento… Ho tutto il diritto di sapere la verità ma anche se alcune azioni di informazione sono state favorite. Il tempo è galantuomo, la Procura di Roma sta facendo le indagini e io non sono indagato. Io a differenza di altri non strillo”.
Dimissioni? Assolutamente no. Casa o non casa Fini non ha intenzione di lasciare la presidenza della Camera. ”Il presidente della Camera – spiega Fini -ha il dovere di rappresentare le istituzioni e di guidare i lavori della Camera nel rispetto delle regole, e io non sono mai venuto meno al mio dovere. Il presidente della Camera non è né può essere il capo di un partito, infatti io non sono presidente di Fli ma ricordo che politici come Spadolini e anche altri in tempi più recenti hanno svolto attività politica e non c’è nulla di male se lo faccio anch’io”. ”Se mi si contestasse – afferma Fini – un comportamento non rispettoso del mio ruolo non esiterei a dimettermi”.
