
FIRENZE – Uno dei gioielli architettonici di Firenze (oltre che infrastruttura fondamentale), il Ponte Vecchio, messo all’asta, intero o a pezzi. Da comprare pagando con gli ‘egobond‘ da centomila con il volto di Matteo Renzi. E’ il flash-mob messo in scena venerdì pomeriggio, 26 luglio, dai militanti del movimento Alba (Alleanza Lavoro Benicomuni Ambiente) e altre associazioni.
Una mobilitazione che ironizza sulla concessione in affitto del celebre ponte, simbolo di Firenze, per la ‘Ferrari Cavalcade 2013’, quando, per l’occasione, venne chiuso per un’intera sera dal Comune di Firenze. Era il 29 giugno. Il Ponte Vecchio off-limits fece infuriare turisti e fiorentini e venerdì il flash mob ha suscitato curiosità e interesse da parte dei passanti.
L’idea era rappresentare teatralmente la privatizzazione della città e poi ‘liberarla’ con aperitivo e brindisi. “Ponte Vecchio, ha detto Massimo Torelli, di Alba Firenze, è diventato il simbolo di questa idea renziana che la città va avanti solo vendendo la propria storia, a qualche club di ricchi, perché è quello che è successo, chiudendo il ponte a turisti e cittadini. E’ un’idea che non corrisponde alla cultura di Firenze. Lui lo vuol fare a Firenze e anche in Italia. Per questo sindaco se uno è ricco e potente può arrivare e dire ‘pagherò’ e poi si scopre che non c’erano né i permessi né i pagamenti. Tutto ciò per soddisfare solo il suo ego e le sue ambizioni personali”.
