Circa 200 vuvuzelas, le fastidiose trombette rese celebri dal Mondiale di Calcio in Sudafrica, rappresentano l’arsenale in partenza da Padova verso Mirabello dove domani il presidente della Camera Gianfranco Fini terra’ l’atteso discorso ai suoi fedelissimi.
A portarle nel bagagliaio dell’auto il senatore del Pdl Maurizio Saia. ”Le useremo per sovrastare eventuali contestazioni contro il presidente Fini – spiega Maurizio Saia – abbiamo deciso di controcontestare non con un servizio d’ordine tipo anni ’70 ma semplicemente con un po’ di coriandoli e vuvuzelas che pianteremo negli orecchi di chi vuole contestare Fini durante il comizio”.
Intanto Mirabello, un paese di tremila abitanti, si prepara a diventare, per un giorno, la capitale della politica italiana. A Mirabello il problema che attanaglia gli organizzatori non e’ come riempire la festa ed assicurare una platea degna all’attesissimo discorso di domani di Gianfranco Fini, semmai come gestire le migliaia di persone (se ne attendono diecimila) che domani arriveranno per ascoltare il presidente della Camera.
Il paesino agricolo a dieci chilometri da Ferrara non è, a dir la verità , un posto sconosciuto alla politica italiana. Dall’inizio degli anni ottanta la festa Tricolore rappresenta la ripresa della stagione per la destra italiana (prima Msi, poi An, l’anno scorso Pdl) e avamposto storico in terra di sinistra. Luogo degli affetti per la destra italiana: qui veniva sempre Almirante, qui fu designato Fini (che e’ quasi uno del paese, visto che sua madre e’ cresciuta qui) come successore. E qui, domani, si scrivera’ un altro capitolo, quasi inimmaginabile fino a qualche anno fa.
Vittorio Lodi e lo staff della festa di Mirabello hanno pero’ altro a cui pensare. Piazza Primo Maggio dove la festa si svolge puo’ contenere poche migliaia di persone. Molti rimarranno fuori e potranno seguire il discorso sui maxischermi. Dai campi di erba medica alle porte del paese sono stati ricavati dei parcheggi: potranno essere ricevuti un’ottantina di pullman, che porterebbero 4mila persone. Il sindaco Angela Poltronieri (Pd, ma sempre vicina alla festa con fair play istituzionale) ha disposto la chiusura della strada che attraversa il paese e che collega Cento a Ferrara fra le 17 e le 21. E fra set televisivi e antenne paraboliche e una quantita’ di testate giornalistiche in continua crescita, Mirabello si gode una botta di popolarita’ mai sognata.
Anche le forze dell’ordine saranno chiamate ad un lavoro straordinario, con una vigilanza rafforzata anche per evitare possibili incidenti derivanti da eventuali contestazioni piu’ o meno organizzate. Non ci sara’, invece, un servizio d’ordine vero e proprio, ma saranno sicuramente in molti, fra gli organizzatori a stare un po’ piu’ che in campana. Aspettando Fini (il suo arrivo e’ previsto per le 15, prima del discorso ci sara’ un incontro con i suoi parlamentari di Fli e con gli amici di famiglia di Mirabello) alla festa si lavora anche alla scenografia. Scomparsi tutti i simboli del Pdl il palco e’ fatto da due tonalita’ di azzurro con la scritta ‘Per l’Italia. Futuro e liberta’ e un nastro tricolore svolazzante, quasi un bozzetto del simbolo del nuovo partito. Sopra, domani, non ci sara’ un uomo solo: dietro a Fini che parlera’ con un leggio all’americana ci saranno una quarantina di persone, piu’ o meno tutti i deputati di Futuro e liberta’
