Per Lamberto Dini ”oggi non ci sono le condizioni per un passaggio di mano o per un governo tecnico”. L’ex presidente del Consiglio, intervistato dal Messaggero, ha spiegato che la situazione è diversa rispetto al 1995, quando, a seguito delle dimissioni di Silvio Berlusconi, fu incaricato da Scalfaro di formare un esecutivo di transizione.
Per il senatore del Pdl ”nella disgraziata ipotesi che il Fli faccia cadere il governo in Parlamento – non sulla Finanziaria, che sarebbe irresponsabile – allora il premier deve certamente rimettere il mandato”. In questa eventualità ”il Quirinale potrebbe e dovrebbe ridare a Berlusconi l’incarico e verificare se può rimettere assieme una maggioranza”, ha aggiunto Dini, che definisce ”scenario altamente irrealistico” la formazione di un governo di unita’ nazionale per modificare la legge elettorale.
Nel caso in cui i finiani ritirassero la delegazione, ”il premier li sostituirebbe immediatamente. Basta un piccolo rimpasto”, ha detto l’ex ministro degli Esteri. ”Il presidente della Repubblica potrebbe chiedere di verificare se ha ancora una maggioranza, però il vero appuntamento per verificarlo e’ la Finanziaria”.
