La piazza doveva essere intitolata a Bettino Craxi, ma le proteste degli abitanti hanno interrotto la cerimonia: improvviso cambio di programma a Lissone, Comune della Brianza.
Le proteste di un centinaio di persone hanno fatto infatti saltare la prima parte dell’evento, previsto proprio nella piazza che porterà il nome dell’ex leader socialista. I contestatori hanno replicato le proteste degli anni di Tangentopoli con tanto di lancio di monetine e “vergogna” urlati a squarciagola.
Il gruppo di socialisti, guidati dalla figlia di Craxi, il sottosegretario agli Esteri Stefania, e dal vicesindaco di Lissone Gabriele Volpe, si è quindi spostato celermente, scortato dalle forze dell’ordine, nel vicino Palazzo Terragni dove era in programma la seconda parte della giornata.
Numerose le bandiere dell’Italia dei Valori nella parte di piazza che protesta (è presente anche il blogger Piero Ricca) e i cartelli contro Craxi. ”Non mi fanno né caldo né freddo – ha commentato Stefania Craxi -. Non hanno l’autorità morale, politica e grammaticale per esprimersi su mio padre”.
Le due targhe sono poi state modificate con un cartello adesivo che intitola così lo spazio all’ex capo dello Stato Sandro Pertini ”presidente degli Italiani”. Su uno dei muri dei palazzi vicini è comparsa anche la scritta “ladro” a caratteri cubitali.
Le proteste sono state bollate come ”polemicuzze” dall’ex sindaco socialista di Milano Paolo Pillitteri, che ha poi aggiunto: ”conta solo cosa rappresenta la figura di Craxi, una persona che è nella storia. Tutto il resto sono solo polemicuzze”.
[gmap]
