
ROMA – L’ appuntamento è per le 19 di giovedì otto agosto per tutti i membri della Direzione del Pd. Con un ordine del giorno secco: “Situazione politica: relazione del segretario”. Una formula fin troppo sintetica e che di fatto fa scomparire il congresso del Pd.
Ed è una sorpresa perché la direzione politica dello scorso 26 luglio aveva rimandato la questione a oggi 8 agosto. Solo che oggi, secondo quanto prevede ordine del giorno, ci sarà solo una relazione del segretario. Tradotto: un altro rinvio in un momento in cui, vista anche la possibilità di elezioni anticipate già in autunno, sarebbe forse utile arrivare ad una leadership più definita.
Ma il rinvio è soprattutto sintomo di una spaccatura. Perché Renzi ha ufficialmente rotto gli indugi e deciso che si candiderà segretario. Decisione che evidentemente non fa felici Pier Luigi Bersani, Dario Franceschini e lo stesso Epifani.
Resta intanto il dubbio: la questione congresso è scomparsa dall’ordine del giorno. Epifani la affronterà nella sua relazione? E in che termini? Il clima resta comunque teso nel partito. Anche perché Renzi mercoledì ha rotto il silenzio e lo ha fatto usando toni non esattamente distensivi nei confronti di Letta: lo ha definito neo doroteo. Tradotto: appassionato di potere.
La linea della dirigenza del Pd sembra invece orientata su un doppio binario: prendere tempo se Letta regge, arrivare allo scontro Letta-Renzi per la leadership se il governo cade. Intanto però la questione segretario è rimandata. A settembre. Ma trattandosi di Pd il forse è d’obbligo.
