Ha avuto origine da un pestaggio di prostitute l’inchiesta su un giro di escort d’alto bordo, nella quale si inserisce la vicenda del presunto intervento del premier, Silvio Berlusconi, nell’accompagnamento in questura, per identificazione, della marocchina Ruby a Milano.
E’ il 2008, infatti, quando in un viale cittadino alcuni sfruttatori compiono un raid contro alcune ‘lucciole’ del giro concorrente, prendendone un paio a colpi di catena. L’indagine, gestita dal commissariato competente per territorio, porta poi all’individuazione dei responsabili grazie a un confidente. Lo stesso che, alla fine dell’anno successivo, il 2009, suggerisce agli investigatori la pista del giro di escort, tra cui Ruby, in un albergo del centro di Milano con facoltosi clienti.
Alla fine del 2009 l’informatore chiama il suo ‘contatto’, un ispettore, e gli chiede se gli interessa un giro di squillo d’alto bordo in un Grand Hotel del centro. E tra le escort che lì si procurano appuntamenti a pagamento con imprenditori e personaggi del giro-bene, c’è, appunto, una marocchina di nome Karima. Gli uomini del commissariato cominciano a investigare, e mettono a fuoco il giro di escort, che si accompagnano a uomini molto facoltosi, capaci di spendere 3-5 mila euro a notte. Naturalmente il nome di Karima, allora, non dice niente di più di quello delle altre ragazze che fanno lo stesso gioco. Ma dopo il burrascoso accompagnamento del 27 maggio scorso in Questura, tutto cambia. Infatti il 6 giugno successivo un investigatore del commissariato, dato che nel presidio di polizia non si parla d’altro, nota il nome della giovane nella relazione della volante intervenuta. Alla fine, quando gli elementi raccolti vengono ritenuti sufficienti, si avvisa la Procura che, prima di tutto chiede una nuova e piu’ approfondita relazione sulla famosa notte di maggio, datata 28 luglio 2010. Poi dispone delle intercettazioni.
