
ROMA – Più fotografati di Lassie, più chiacchierati di Rin-tin-tin, Empy e Dudù riempiono le cronache politico-mondane italiane, occhieggiano da ogni rivista, sono additati come simbolo di decadenza politica, in tutti i sensi. Troppo, anche ammettendo che si colpisce il cane per arrivare al padrone, sia un Berlusconi che se l’è ritrovato scodinzolante e affettuoso insieme al corredo della fidanzata Francesca Pascale, sia un riluttante ma educato Mario Monti obbligato in diretta televisiva a tenerselo fra i piedi. Vittorio Feltri su Il Giornale dedica addirittura un editoriale alla questione, la misura essendo ormai colma (“Scusate, la politica non è (ancora) un affare da cani”).
È vero che il Palazzo da qualche anno sembra un canile, ma non esageriamo ed evitiamo, ove fosse possibile, che diventi una canea o un canaio, l’è istess. Prendiamo Dudù. È un tenero botolo di cui ignoro la razza. Forse è un barboncino, ma chissenefrega. Se ne parla tanto perché scodinzola tra le gambe di Francesca Pascale, bella tusa di Silvio Berlusconi. Se, anziché guaire a Villa San Martino o a Palazzo Grazioli, abbaiasse nel tinello di mia zia Armida (sfido chiunque a trovare una zia che abbia questo nome: io, modestamente,ce l’ho),nessuno troverebbe alcunché da ridire. I cani abbaiano o guaiscono e qualche volta rompono le scatole.
Altro non fanno. Cosa vuoi aspettarti da loro se non una compagnia affettuosa e perfino gratificante? Non c’è anima di mia conoscenza che sia stata dileggiata perché possiede un barboncino con libero accesso in salotto. Chissà perché Dudù non può fare ciò che fanno tutti i suoi simili senza essere sfottuto dai cronisti intelligenti cioè quelli progressisti- a cui pare strano o, peggio, stravagante che una guagliona napoletana e un ex presidente del Consiglio vogliano bene a un quadrupede di piccola taglia. Oh, negli ultimi tempi, i fogli iperdemocratici hanno dedicato più editoriali a Dudù che a Cicchitto (non me ne voglia) o a Cuperlo, il quale peraltro ispira buoni sentimenti alle signore almeno quanto i fox terrier. Sul bassotto non mi pronuncio perché non sia mai ch’io alluda a un ex ministro esperto di economia. (Vittorio Feltri, Il Giornale)