ISLAMABAD, PAKISTAN – Con un linguaggio raramente utilizzato in diplomazia, il capo degli Stati maggiori riuniti statunitensi, ammiraglio Mike Mullen, ha dichiarato apertamente ad Islamabad che i servizi segreti pachistani (Isi) sostengono le attivita’ della cosiddetta Rete Haqqani, che in Afghanistan organizza attentati contro le truppe americane ed alleate che combattono i talebani.
La presa di posizione, che e’ destinata a gettare altra benzina sul fuoco sulle già difficili relazioni pachistano-americane, si aggiunge ad un’altra formulata ieri da un alto responsabile militare statunitense, secondo cui, nonostante le vivaci proteste delle autorita’ politiche e militari pachistane, ”i raid dei droni americani nei territori tribali al confine con il Pakistan continueranno”.
Nelle uniche dichiarazioni rilasciate alla stampa durante la sua visita, Mullen ha detto che ”e’ pressoche’ noto a tutti che l’ISI ha una relazione di lunga data con la Rete Haqqani”, una organizzazione che ”sostiene, finanzia ed addestra militanti che stanno uccidendo americani e soldati della Coalizione. Ed io ho il sacrosanto dovere di far si’ che questo non accada piu”’.
L’esistenza di un rapporto organico fra l’Isi, che risponde direttamente ai vertici dell’esercito pachistano, e la Rete Haqqani viene fatta risalire agli anni ’80, quando Jalaluddin Haqqani era un temuto comandante nella lotta contro l’occupazione sovietica in Afghanistan.
Ma, intervistato dal quotidiano The News di Islamabad, un alto responsabile dei servizi di informazione pachistani ha respinto le accuse di Mullen. ”Non so – ha dichiarato – di che tipo di relazioni parla. Se vuole dire che noi forniamo protezione ed aiuto, questo non e’ vero. Ma e’ ovvio – ha precisato – che anche se si e’ nemici, si hanno relazioni”.
 Il responsabile ha quindi ricordato che in passato il Pakistan ha attaccato le posizioni di Haqqani e fatto irruzione nelle sue moschee. ”Attualmente non lo stiamo facendo – ha concluso – perche’ siamo pienamente impegnati contro un altro gruppo, il Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP)”.
Dal canto suo, il generale Ashfaq Parvez Kayani, capo dell’esercito pakistano, ha respinto le critiche statunitensi secondo cui i suoi militari stiano facendo troppo poco per combattere i militanti islamici. Le dichiarazioni del generale arrivano dopo le pesanti accuse dell’ammiraglio Mike Mullen. Secondo Mullen i legami tra il Pakistan e la rete Haqqani, che ha base nella regione del Nord Waziristan, sono al centro delle tensioni tra Islamabad e gli Stati Uniti.
