WASHINGTON – Il piano di ricostruzione dello stato afgano è insostenibile perché troppo caro, va rivisto radicalmente. In più il fiume di dollari, invece di aiutare la popolazione, finisce spesso nelle tasche dei capi villaggio sempre più corrotti.
Così al termine di una indagine durata oltre due anni, il Senato americano gela Barack Obama e la sua politica su come rimettere in piedi le istituzioni dell'Afghanistan. Lo rende noto oggi il Washington Post. A poche ora dalla video conferenza di oggi tra Barack Obama e il presidente Hamid Karzai, il giornale pubblica in esclusiva le conclusioni di una lunga e minuziosa analisi da parte della Commissione Relazioni Estere, sui costi eccessivi del cosiddetto 'Afghan nation building program'.
Secondo il Senato, la marea di denaro che gli Stati Uniti hanno gia' speso in questi anni ha avuto scarsa efficacia e difficilmente potra' continuare quest'andazzo dopo l'inizio del ritiro delle truppe. Da qui la richiesta alla Casa Bianca di ripensare urgentemente i propri programmi di assistenza. Tra gli esempi di sprechi presentanti dal rapporto del Senato, la storia del Parformance-Based Governors Fund, un programma di aiuti ai leader delle singole province che aveva sulla carta lo scopo di lanciare iniziative a favore dello sviluppo economico locale. Ma in troppe realtà si legge nel rapporto ''queste enormi somme sono finite nelle tasche dei capi locali, gente senza alcuna preparazione manageriale, che quindi non era nemmeno capace di spenderle in modo adeguato''.
Per non parlare dell'esplosione di fenomeni di corruzione di ufficiali afgani a tutti i livelli. Infine, il rapporto lancia l'allarme sui rischi di una imminente e soprattutto inevitabile crisi economica, nel momento in cui cessera' la presenza dei militari Nato nel Paese. Una precisione scontata visto che al momento l'intervento economico internazionale rappresenta il 97% di tutto il prodotto interno lordo del paese. Il primo passo concreto che l'amministrazione Obama dovrebbe prendere, suggerisce il rapporto, e' smettere di pagare agli afgani ''stipendi gonfiati'', più alti di almeno 10 volte della media nazionale, a tutte quelle persone, tra collaboratori e contractor, che lavorano al servizio degli americani. Infine ridurre il numero di questi collaboratori che non appartengano al governo afgano e spingere le autorita' afgane stesse a creare presto una generazione di funzionari che abbiano la''cultura del servizio pubblico e siano in grado di camminare con le proprie gambe''.
