Torino – Non c'è solo Bersani come candidato premier, per l'esponente del Partito democratico, Rosy Bindi. "Dobbiamo cercare – spiega al Corriere della Sera – la persona capace di realizzare tre cose: l'operazione politica di un'alleanza vasta; vincere le elezioni; governare il Paese. I nomi sono molti. Non solo quello del mio segretario". Secondo la Bindi, "l'alleanza tra sinistra e moderati è una strategia di medio lungo periodo. Per strappare i moderati alla destra populista dobbiamo individuare il leader che rappresenti un punto di sintesi". L'esponente del Pd, chiamata in causa da Vendola nei giorni scorsi come candidato premier ideale, aggiunge che "non sarei sincera se nascondessi la mia soddisfazione nel vedere che la proposta ha avuto una buona accoglienza, anche nei sondaggi", anche per "la possibilità di una leadership femminile". La Bindi sostiene che "un'alleanza tra Fini e Vendola si giustifica solo con l'emergenza dettata dalla necessità di mandare a casa Berlusconi e di fare le riforme di cui l'Italia ha bisogno", ma sottolinea che "l'Italia del dopoguerra si è costruita così". Su Fioroni che potrebbe lasciare il Pd, la Bindi dichiara che "credo di poter fare tutto quello che è necessario per scongiurarlo. Lo considererei un fatto negativo per il nostro partito". E sul disagio dell'area cattolica, prosegue, "penso che ce la dobbiamo guadagnare tutta la fiducia del mondo cattolico", ora che anche i vescovi "hanno avuto parole chiare, che Berlusconi finge di non sentire". E tornando sulla guida del centrosinistra la Bindi conclude: "Casini deve assumersi le sue responsabilità e chiedersi quale idea d'Italia ha intenzione di realizzare".
