– Fmi) su chi sara' il nuovo direttore generale si avvicina. Christine Lagarde si presenta al board, chiudendo le audizioni dei due candidati. Ora l'attenzione e' per la riunione del consiglio in programma il 28 giugno, dalla quale potrebbe emergere il sostituto di Dominique Strauss-Kahn. Lagarde sembra essere la favorita nella corsa: il Wall Street Journal la ritiene vicina alla nomina. Al board Lagarde ha presentato il proprio piano per un Fondo in grado di rispondere alle nuove esigenze. Un Fmi ''reattivo, cooperativo, legittimo e giusto. E questo suppone diversi miglioramenti, ma anche continuare sulla strada delle riforme'' avviata da Dominique Strauss-Kahn, afferma Lagarde che, su Twitter, di dichiara una sostenitrice del ''liberismo moderato''.
Lagarde osserva che "essere francese o europea non deve essere un vantaggio o uno svantaggio" e che si confrontera' con gli europei con franchezza, perche' "non c'e' spazio alla benevolenza quando scelte difficili devono essere prese". Lagarde e' una ''candidata eccezionalmente competente'', osserva il segretario al Tesoro Usa, Timothy Geithner, che ha incontrato il ministro delle Finanze francese, con la quale ha parlato della crisi del debito europea. Lagarde e' la ''favorita'', mette in evidenza Nogueira Batista, il rappresentante per il Brasile e altri otto stati dell'America Latina e dei paesi dei Caraibi al board del Fmi. Il direttore generale sara' scelto entro il 30 giugno per consenso, un processo che consente al presidente del board, Shakour Shaalan, di dedurre le intenzioni del board in base alle indicazioni informali dei membri. Questo ripara i direttori del board dal votare contro qualcuno del quale potrebbero aver bisogno piu' avanti per un prestito d'emergenza e tutela i candidati dall'imbarazzo di non ricevere il sostegno.
Il processo evita agli Stati Uniti di essere l'ago della bilancia: gli Usa non si sono ancora espressi su quale candidato appoggeranno e potrebbero non farlo fino alla riunione del board della prossima settimana, quando potrebbero limitarsi solo a schierarsi con il consenso.
Agustin Carstens, governatore della banca centrale del Messico e candidato alla direzione generale, e' stato sentito nei giorni scorsi dal board, al quale ha messo in evidenza che il Fmi ''ha fallito nell'anticipare la crisi finanziaria''. Carstens ha osservato che le quattro debolezze del Fmi sono: governance, prevenzione delle crisi, risoluzione delle crisi e coordinamento politico. ''E' essenziale per il Fmi inviare un segnale forte, ovvero che e' un passo avanti rispetto agli sviluppi globali e non un passo indietro, per poter continuare a fornire ai propri membri l'aiuto necessario''.
