TOKYO, 6 GIU – Il premier giapponese Naoto Kan si avvia a presentare le dimissioni e a cedere il passo all'inedita 'grande coalizione' tra i Democratici, al potere da agosto 2009, e i Liberaldemocratici, mandati all'opposizione dopo oltre quasi 50 anni di 'regno' consecutivi.
L'ipotesi piu' accreditata per l'uscita di Kan, sopravvissuto la scorsa settimana a una mozione di sfiducia, e' stata espressa da un suo stretto collaboratore ed ex capo di gabinetto, Yoshito Sengoku, per il quale il passo indietro potrebbe avvenire dopo il via libera alle norme di integrazione del budget 2011/2012, forse ad agosto, che necessita del voto bipartisan ai fini dell' emissione di titoli di Stato per il 40% dei 92.410 miliardi di yen (800 miliardi di euro) previsti nella legge di bilancio.
Sadakazu Tanigaki, leader dell'Ldp, ha assicurato che nessun provvedimento sarebbe passato senza le dimissioni di Kan.
Le parti, tuttavia, sono in trattativa: il capo di gabinetto Yukio Edano ha detto che ''deve essere stabilita in tempi rapidi un'ampia cooperazione alla Dieta per affrontare il grande sisma dell'11 marzo e l'incidente nucleare di Fukushima''. Katsuya Okada, segretario generale del DpJ, e Nobuteru Ishihara, controparte dei Liberaldemocratici, hanno espresso l' apertura verso un temporaneo governo di coalizione, ''con tempi e scopi ben precisi''.
Un richiamo ''all'interesse nazionale'' e' giunto dal mondo delle imprese, dalla potente Nippon Kiedanren, la Confindustria giapponese. Il suo presidente Hiromasa Yonekura ha giudicato positivamente l'ipotesi 'grande coalizione': ''e' impossibile ricostruire le zone colpite a meno che il premier Kan non sia in grado di esercitare una forte leadership nello sviluppo delle politiche''. Ma stando cosi' le cose, sembra piu' naturale ''un sacrificio''.
