TRIPOLI, LIBIA – Gli sforzi diplomatici diretti a por fine alla guerra civile in Libia, ora ad un punto morto, tra i ribelli e le forze del colonnello Muammar Gheddafi, hanno registrato una svolta inattesa mercoledi con l’arrivo a Tripoli per colloqui col Rais dell’ex-deputato americano Curt Weldon, che già nel 2004 aveva incontrato Gheddafi, a quanto informa il Los Angeles Times.
Secondo quanto si è appreso Weldon, un deputato rieletto per 10 volte consecutive al Congresso di Washington e che è stato vice-presidente della Commissione Armamenti, è stato invitato a Tripoli dallo stesso Gheddafi, la cui speranza è ora di raggiungere un accordo con i leader internazionali, incluso il presidente Usa Barack Obama, sulla fine del conflitto che ha diviso la Libia a metà, l’est agli insorti e l’ovest al Rais.
Weldon porta con sè una proposta per azioni simultanee dirette a riportare la pace in Libia. Esse includono un accordo di cessate il fuoco, l’emarginazione di Gheddafi, la formazione di un governo ad interim composto da rappresentanti di entrambe le parti e la convocazione di elezioni sotto la sorveglianza della comunità internazionale.
A latere degli incontri tra Weldon e il Rais, il suo portavoce Mussa Ibrahim ha dichiarato all’emittente televisiva americana WPIX e ad altri giornalisti che la Libia ”è pronta per una soluzione politica” con le potenze mondiali. ”Potremo avere qualunque sistema politico, qualsiasi cambiamento: la costituzione, le elezioni, ogni cosa. Ma – ha precisato riferendosi a Gheddafi – sarà il leader a portare avanti tutto questo”.
Una proposta, quest’ultima, che difficilmente potrà essere accettata dai leader internazionali, che non hanno alcuna intenzione di negoziare con Gheddafi dopo i massacri del suo popolo. La Associated Press riferisce frattanto che anche l’Italia si è unita alla Francia ed al Qatar nel riconoscere i ribeli quali legittimo governo libico.
