PODGORICA, 3 GIU – Il Montenegro celebra oggi il quinto anniversario della sua indipendenza in un'atmosfera di generale soddisfazione per i progressi notevoli compiuti sulla strada verso l'integrazione europea, ma constatando al tempo stesso il persistere di problemi nei rapporti con la Serbia, con una situazione economica e sociale precaria e con un tasso di corruzione e criminalita' che si mantiene sempre molto alto.
L'atto formale di indipendenza fu approvato il 3 giugno 2006, dopo che in un referendum svoltosi il 21 maggio la maggioranza dei montenegrini si era espressa a favore della cessazione dell'Unione con la Serbia. I si' all'indipendenza erano stati di poco superiore alla meta' dei votanti, il 55,5%, i no il 44,5%. La separazione era stata pacifica e per certi versi sorprendente, visto che fino a pochi anni prima tale passo sembrava una cosa impossibile, tenuto conto dei fortissimi legami esistenti tra i popoli serbo e montenegrino, in termini di storia, lingua cultura, usi e costumi.
Fautore dell'indipendenza era stato Milo Djukanovic, il potente ex premier dimessosi solo lo scorso dicembre dopo essere rimasto al potere per circa vent'anni, ma che resta tuttavia alla guida del Partito democratico dei socialisti (Dps).
Il Montenegro, piccolo stato balcanico di soli 625 mila abitanti che si affaccia sull'Adriatico, di fronte all'Italia, perse l'indipendenza nel 1918, dopo la Prima guerra mondiale, in circostanze che molti ancora oggi considerano colme una autentica occupazione serba, e ora la maggioranza della popolazione ritiene di aver solo riacquistato quello gia' gli apparteneva.
Sotto l'apetto politico, il Montenegro indipendente puo' ritenersi soddisfatto dei risultati raggiunti, avendo sopratutto conseguito lo status di paese candidato all'adesione alla Ue, e di averlo fatto in tempi molto rapidi. Nel mondo, ha detto il giovane premier Igor Luksic (36 anni), non vi e' un altro paese che in cinque anni abbia fatto di piu', e che goda di pari rispetto e considerazione nella comunita' internazionale. Tanti gli accordi conclusi con Italia, sopratutto in campo energetico e di collaborazione nella lotta alla criminalita' organizzata.
I rapporti con la vicina Serbia tuttavia non sono affatto buoni, e sono tanti gli esempi a dimostrazione del fatto che Belgrado non ha forse ancora metabolizzato completamente il distacco del Montenegro, cosa questa tra l'altro che ha privato il maggiore e piu' importante dei paesi ex jugoslavi di uno sbocco al mare. Le cose sono peggiorate dopo che il Montenegro nel 2008 ha riconosciuto l'indipendenza del Kosovo, un passo questo interpretato dalla Serbia come una 'coltellata alla schiena'. Vi sono poi i contrasti religiosi, con il Montenegro che e' sempre piu' insofferente nei confronti della Chiesa ortodossa serba dalla quale vorrebbe separarsi dotandosi di un proprio Patriarcato autonomo.
''Purtroppo, ancora oggi vi e' chi non accetta l'indipendenza montenegrina'', ha detto Milo Djukanovic nel discorso tenuto di recente al congresso del suo partito.
