Barack Obama รจ in cerca di affari in India. La visita del presidente americano nello stato asiatico rientra nell’ottica di una partnership commerciale. Infatti Massimo Gaggi, in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera, ha definito Obama un “commesso viaggiatore”.
Questa visita puรฒ essere letta in una duplice chiave: da un lato gli Stati Uniti, “alleandosi” con l’India, porterebbero avanti una strage di contenimento della Cina nell’area asiatica. In realtร Obama vuole recuperare terreno in vista delle presidenziali del 2012: dopo la debacle democratica alle elezioni di Midterm, il presidente sa di giocarsi dul terreno economico le sue ultime cartucce in vista delle elezioni in programma tra due anni. Obama ha perso molti consensi per l’aumento della disoccupazione nel suo Paese: sono 8 milioni circa i posti di lavoro persi durante il suo mandato: in parte รจ dovuto alla recessione, ma in parte anche al trasferimento di molte attivitร produttive in Asia.
L’India รจ ormai diventata una potenza economica e ora fa gola a molti. Come ha scritto Gaggi, “la visita del presidente americano in versione ยซcommesso viaggiatoreยป, la sua insistenza sugli affari appena conclusi (venti contratti per le aziende Usa che valgono 10 miliardi di dollari e 53 mila posti di lavoro) fanno dire ai commentatori piรน critici, che a Mumbai (lโantica Bombay) ieri รจ sbarcato un amministratore delegato, non un presidente”.
Obama, ha spiegato Gaggi, sta cercando di “sviare” i reali motivi della sua visita con appuntamenti “collaterali”: “Ha cercato di evitare di dare questa sensazione facendo precedere i suoi incontri con gli uomini dโaffari da un omaggio ai caduti dellโattentato di due anni fa al Taj Mahal Hotel (dove il presidente Usa ha scelto di alloggiare) e da una visita alla casa-museo del Mahatma Gandhi, ยซispiratore di Martin Luther King e di tutti i combattenti per i diritti civiliยป”.
Obama, ha proseguito Gaggi, “รจ arrivato in India confortato da un primo dato positivo del mercato del lavoro: 151 mila posti in piรน nel mese di ottobre. Un numero modesto, ma che interrompe la spirale negativa dei mesi scorsi. Anche i 53 mila posti per gli accordi annunciati ieri non sono un granchรฉ: una fabbrica di moto Harley-Davidson, aerei della Boeing, motori avio General Electric, turbine elettriche, forse elicotteri. Prodotti nei quali l’ America ha pochi concorrenti”.
