LIMA – Situazione confusa in Perù dopo il primo turno delle presidenziali di ieri, al termine dello scrutinio del 43 per cento dei voti, che procede a rilento: l’ex militare di sinistra Ollanta Humala è il più votato con il 26,99 per cento, seguito da due candidati della destra, l’ex premier Pedro Pablo Kuczynski (23,6 per cento) e la figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori, Keiko (21,8 per cento). I dati, diffusi nella notte dalle autorità elettorali, confermano la vittoria di Humala, come hanno d’altra parte fatto gli exit poll e altre stime diffuse in queste ore.
C’è invece grande incertezza sul secondo candidato che andrà insieme a Humala al ballottaggio, in programma il 5 giugno, che deciderà il nome del successore del presidente Alan Garcia. Poco prima della diffusione di tali risultati, la Fujimori (35 anni) aveva chiesto ”prudenza” dicendosi allo stesso tempo sicura ”di essere nel ballottaggio. Posso dirvi con serenità, ma anche con determinazione e allegria, che siamo nel secondo turno”, ha detto ai suoi sostenitori all’Hotel Bolivar di Lima, dove è in attesa dei risultati finali.
”Eravamo morti, siamo resuscitati”, ha d’altra parte commentato Kuczynski (72): ”dobbiamo avere cautela, per ora i dati ufficiali ci collocano al secondo posto”, ha sottolineato. Nelle sue prime dichiarazioni, il 48enne Humala ha da parte sua avuto parole di moderazione, ‘aprendo’ ai suoi avversari politici: ”faremo un tavolo di governo con tutte le forze politiche e sociali disposti a lavorare per noi. Siamo pronti a molte concessioni per l’unità del paese”, ha sottolineato, ricordando che con il voto di ieri ”la democrazia si è consolidata: il popolo peruviano ha dato un verdetto, che bisogna rispettare”.
