BEIRUT – Alla vigilia di nuove manifestazioni anti-regime in tutta la Siria in quel che si preannuncia l'undicesimo venerdi' consecutivo di mobilitazione, e' cominciata a circolare in seno al Consiglio di sicurezza dell'Onu una prima bozza di risoluzione contro le autorita' di Damasco, che potrebbero esser accusate di ''crimini contro l'umanita'''. Il progetto di risoluzione, redatto da Francia, Gran Bretagna, Germania e Portogallo chiede tra l'altro alla Siria di consentire l'ingresso di convogli umanitari nelle citta', epicentro delle proteste e da giorni o da settimane assediate dall'esercito, come Daraa, Homs, Tall Kalakh e Banias. L'offensiva diplomatica occidentale e' proseguita oggi con l'appello a Damasco, rivolto dalla riunione del G8 in Francia ma non sottoscritto dalla Russia, di ''cessare l'uso della forza contro i manifestanti''. Per bocca di alcuni giuristi siriani citati oggi dall'agenzia ufficiale Sana, le autorita' hanno definito ''contrarie alla Carta fondatrice dell'Onu'' e ''in contraddizione col diritto internazionale'' le sanzioni decise nei giorni scorsi dagli Stati Uniti e dall'Unione Europea contro il presidente al-Assad e numerosi membri del regime. Sempre tramite la Sana, si e' appreso che alla vigilia del venerdi' di preghiera, il ministro degli affari religiosi, Muhammad Abdel Sattar Sayyid, ha incontrato oggi a Damasco gli imam e i predicatori delle moschee della capitale e della sua regione rurale ribadendo loro l'invito, gia' rivolto la settimana scorsa, a ''usare toni adeguati, positivi, nel rispetto dell'unita' del Paese e che contribuiscano a proteggere la nazione''. Il ministro ha inoltre condannato ''il piano lanciato contro le moschee e contro l'Islam'' da ''agenti del complotto''. Questo mentre sui social network dei dissidenti siriani sono stati rinnovati gli appelli a tornare in strada domani nel ''venerdi' dei guardiani della patria'', in riferimento ai soldati dell'esercito regolare, cosi' chiamati nel primo verso dell'inno nazionale siriano. L'attivista Fadel Hussein e il sito di monitoraggio Rassd, che trasmettono su Twitter, hanno stasera riferito la notizia – non verificabile sul posto – di un rafforzamento delle posizioni dell'esercito e delle forze di sicurezza a Maarrat an Numan, cittadina a sud di Aleppo, nel nord della Siria, dove i carri armati erano penetrati venerdi' scorso per la prima volta dall'inizio delle proteste. Secondo l'Organizzazione nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), oltre mille persone, per lo piu' civili, sono state uccise in dieci settimane di repressione decisa dalle autorita' ed eseguita da forze di sicurezza, militari e bande armate di lealisti.
