Roma – Abbandonata da quasi venti anni, nell'ex ambasciata somala di via dei Villini, dove sarebbe avvenuto lo stupro di una giovane questa notte, vivono circa duecento somali, profughi della guerra civile. L'edificio, fatiscente seppur in uno dei quartieri più esclusivi della capitale, è stato abbandonato dai diplomatici somali nel 2004, quando è caduto il governo di Mogadiscio. Da allora la struttura è occupata dai rifugiati, che non sono mai meno di duecento. Possiedono documenti italiani, registrati a Lampedusa o in Calabria, dove sono sbarcati, ma finora le autorità italiane non sono intervenute. Nei racconti dei somali rifugiati rivivono scene di guerra e di violenza. Famiglie decimate, uomini e donne mutilati dai guerriglieri. "Qui c'è una generazione distrutta", denuncia Shukri Said, dell'associazione Migrare che si occupa dei rifugiati da tempo.
