KABUL, AFGHANISTAN – I talebani afgani sono sotto pressione a causa di uccisioni, arresti e dispute interne che li hanno colpiti perfino nei loro rifugi in Pakistan, secondo quanto hanno riferito funzionari dei servizi segreti afgani e afgani che sono in contato con gli insorti.
Le misteriose uccisioni, secondo quanto scrive il New York Times, sono avvenute proprio mentre i talebani si stano mobilitando per la loro offensiva di primavera, ed hanno diffuso tra di loro un clima di paranoia e sfiducia.
Tre influenti comandanti talebani sono stati uccisi a febbraio nella città sud-occidentale pakistana di Quetta, nota come il centro decisionale della leadership talebana. Un quarto comandante , ex-ministro talebano, è stato ferito in una sparatoria nella città di Chaman, al confine tra Pakistan e Afghanistan.
In Pakistan sono stati arrestati numerosi comandanti talebani, inclusi quelli delle province di Zabul e Kabul e il governatore-ombra di Herat. Detenuto anche il mullah Agha Muhamad, fratello del vice-capo talebano Mullah Baradar arrestato dalle forze di sicurezza pachistane un anno fa mentre cercava di avviare trattative con il governo afgano.
Mentre gli arresti sono stati effettuati dai pachistani, nessuno sembra sapere con certezza chi è responsabile delle uccisioni. I talebani le attribuiscono a spie americane, in collaborazione con agenti pachistani e afghani, che compiono regolari incursioni notturne per scovare e uccidere numerosi capi talebani di medio livello in Afghanistan.
Altre morti vengono attribuite all’azione dei droni americani che colpiscono in Pakistan aree tribali collegate ad Al Qaeda. Un alto ufficiale dei militari americani ha poi dichiarato che si è avuta notizia ”di lotte interne tra i talebani con conflitti a fuoco in varie aree”.
In ogni caso, i comandanti e i combattenti talebani che giravano liberamente in varie zone di Quetta si sono nascosti e non si fanno più vedere. Due membri dei talebani, incluso un dirigente, hanno rifiutato di parlare delle uccisioni affermando che per telefono era troppo pericoloso. Molti altri insorti non hanno risposto alle chiamate.
I talebani sono in difficoltà da quando gli americani hanno raddoppiato le loro forze nell’Afghanistan meridionale ed aumentato notevolmente le missioni delle forze speciali con l’obiettivo di uccidere comandanti talebani. Eppure gli insorti controllano ancora remoti distretti da dove possono attaccare posizioni governative.
Sebbene non sia chiaro quale sia la forza complessiva dei talebani, fonti dei servizi pachistani affermano che hanno subito pesanti perdite nello scorso anno, e che in certe aree trovano difficoltà nel continuare a combattere.
Dice Rustam Shah Mohmand, ex-ministro dell’Interno pachistano ed ex-ambasciatore a Kabul: ”I talebani hanno ora un problema. Talmente tanti di loro sono stati uccisi nello scorso anno e mezzo dalle squadre speciali, che hanno perso forza, organizzazione e capacità bellica. I comandanti sono senza risorse, non hanno mezzi di comunicazione e trovano difficile arruolare combattenti per sostituire quelli uccisi”.
Un comandante talebano nella provincia pachistana di Kunar ha dichiarato che le sue perdite sono state così alte che sta pensando di trasferirsi in afghanistan in cerca di aiuto per i suoi combattenti. Ha però aggiunto: ”Questo non significa che i talebani cesseranno di combattere, ma lo faranno con minore intensità”.
