– TRAPANI, 7 GIU – La Curia di Trapani, guidata dal vescovo Francesco Micciche', sara' sottoposta ad una ''ispezione'' voluta dal Vaticano. Benedetto XVI ha indicato come proprio ''inviato'' il vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero, che e' anche presidente del Consiglio Cei per gli Affari giuridici. Mons. Mogavero sara' ''visitatore apostolico'': in pratica dovra' approfondire una serie di vicende che hanno coinvolto la diocesi trapanese e riferirne in Vaticano. Una funzione di tipo ''istruttorio'', come ha puntualizzato lo stesso vescovo di Mazara.
Il provvedimento della Santa Sede sarebbe legato ad un'indagine in corso da parte della Procura di Trapani relativa ad un presunto ammanco di oltre un milione di euro nella gestione di fondazioni della Curia trapanese.
In particolare la sezione di Pg della guardia di finanza presso la Procura sta indagando sulla fusione, per incorporazione. della fondazione ''Campanile'' con la ''Auxilium'', avvenuta il 27 dicembre 2007. Il vescovo Micciche', presidente della ''Campanile'', chiedeva lo scioglimento della Fondazione e, come presidente della ''Auxilium'', ne accettava la richiesta.
A distanza di sole 24 ore, il prefetto dell'epoca, Giovanni Finazzo, firmò il decreto prefettizio, autorizzando la procedura. Nel luglio del 2009 Micciché chiamò a guidare la ''Auxilium'' – come procuratore – suo cognato Teodoro Canepa, marito della sorella del presule. Per assolvere a questo ruolo, il cognato del vescovo, percepisce compensi superiori ai centomila euro l'anno. Ma dietro l'atto ispettivo promosso dalla Santa Sede vi sarebbero anche motivazioni legata alla gestione pastorale della diocesi: profondi dissapori tra il vescovo ed alcuni sacerdoti come padre Ninni Treppiedi, costretto a dimettersi da arciprete di Alcamo ad appena un anno di distanza dalla nomina.
Dimissioni subito accolte da Micciché. L'attenzione sarebbe puntata anche sulla promozione di un sacerdote, sospettato di aver celebrato clandestinamente, negli anni Novanta, i funerali di un boss mafioso morto, durante la latitanza, in un conflitto a fuoco con la polizia.
''L'intervento è bene accolto – ha commentato Micciché in una nota – ed è stato auspicato affinché si possano finalmente chiarire alcuni gravi fatti di tipo amministrativo che, nei mesi scorsi, hanno portato alla dolorosa decisione della sospensione 'a divinis' di un presbitero diocesano''.
Miccichè, non fa invece alcun cenno all'inchiesta della Procura e dice di rimettere ''nelle mani della saggezza della Chiesa la necessità di fare chiarezza e ridare serenità alla chiesa trapanese in questi mesi ferita da illazioni ma anche da fatti oggettivamente gravi che tutti auspichiamo vengano definitivamente chiariti''.
