Il Corriere della Sera: “Bersani vince la sfida delle primarie: ora comincia la battaglia vera”.
Le primarie incoronano Bersani. La Repubblica: “Candidato premier con il 60# dei voti”.ย Un leader forte. Editoriale di Massimo Giannini:
“Da queste primarie esce un leader forte, legittimato dal voto di tre milioni di italiani che credono nella democrazia e chiedono buona politica. Un leader che ottiene un quasi plebiscito e prevale nel fuoco di una battaglia finalmente vera, dove al contrario delle vecchie primarie di Prodi lโesito รจ stato davvero incerto e lโofferta รจ stata davvero plurale.
Da queste primarie esce un partito nuovo, giร cambiato nellโarticolazione interna e nella proiezione esterna. Un partito che si รจ scopre aperto, scalabile e comunque contendibile, dove al contrario della tradizione Ds-Pds-Pci non funzionano piรน i veti incrociati dalemianveltroniani nรฉ i blocchi imposti dai comitati centrali. Cโรจ ancora molta strada da compiere, alla ricerca di una chiara identitร politica. Il problema di cosa sia oggi un Pd nato per fondere le culture del cattolicesimo ex democristiano e del socialismo ex comunista, e tuttora costretto a federarsi con Sel e Udc per โunire progressisti e moderatiโ, resta tuttora irrisolto. E sta lรฌ a dimostrare che il progetto รจ tuttora incompiuto”.
Il risultato sprona Berlusconi โSenza Renzi io posso correreโ. Scrive Carmelo Lopapa:
“Ecco, la sinistra non cambia maiยป. Vista da Arcore, la vittoria di Bersani รจ ยซil trionfo della burocrazia e dellโapparato del vecchio partito sul bravo Renziยป. ร il segnale che Silvio Berlusconi attendeva, dato che ยซil candidato premier del Pd รจ in politica da piรน tempo di meยป. Sarebbe il via libera al lancio ufficiale del nuovo partito e della corsa del Cavaliere, se non lo frenassero in queste ore due incognite: le barricate eretteย contro di lui da Alfano e dirigenti Pdl e la riforma elettorale che in settimana andrร in aula al Senato.
Ma lโex premier in rampa di lancio si sente comunque. Tornerร a Roma mercoledรฌ per presentare il libro di Vespa, solo contatti telefonici nella domenica trascorsa in famiglia, per un Berlusconi comunque galvanizzato in serata dal previsto responso delle primarie Pd. Dopo il faccia a faccia di cinque ore di sabato, le distanze coi dirigenti del partito si sono fatte ancora piรน marcate. Il
leader ha reagito malissimo alle successive dichiarazioni del segretario e dei vari Cicchitto e Gasparri. ยซSi sono messi in testa di buttarmi fuori? Io non mi faccio sfrattare dal partito che ho creato ยป รจ lo sfogo nel day after. Non ha alcuna intenzione di convocare lโUfficio di presidenza preannunciato da Alfano per una decisione finale sulle primarie Pdl. Lโex premier teme un ยซ25 luglioยป, che quella riunione si risolva in una ยซtrappolaยป, che venga messo in minoranza. Con gli ex An in massaย e altri dirigenti ormai schierati con โAngelinoโ”.
Pioggia di cause civili contro lโIlva. Un quartiere chiede 9 milioni di danni. Scrivono Carlo Bonini e Giuliano Foschini:
“In un contrappasso che si fa metafora, il cimitero chiede i danni allโIlva. La struttura di San Brunone, a poca distanza dallo stabilimento, da anni continua a tinteggiare le cappelle di rosa per evitare che si sporchino del rosso dei minerali che lโazienda accumula in montagne alte decine di metri. ยซPerchรฉ almeno i morti โ dicono โ vanno tenuti pulitiยป. E cosรฌ, il cimitero si รจ associato a 148, tra cittadini ed enti, che hanno promosso causa civile allโIlva spa per i danni subiti dallโinquinamento e il deprezzamento subito da abitazioni e proprietร (per un risarcimento stimato in nove milioni di euro circa). Un numero per altro destinato a gonfiarsi. Una stima dellโassociazione ambientalista Peacelink, quantifica infatti il danno complessivo alla cittร e al suo ecosistema in 6 miliardi di euro, che si andrebbero a sommare ai 700 milioni giร chiesti dal Comune. Il che dร unโidea di quale spada di Damocle gravi oggi sulla proprietร dello stabilimento al netto degli investimenti per la tutela ambientale (3,5 miliardi) imposti dal decretoย legge. Soprattutto se la richiesta dei risarcimenti dovesse assumere, come probabile, la forma dellaย class action”.
Livorno, antagonisti assaltano la Prefettura. Articolo di Michele Bocci:
”ย Hanno scagliato mattoni, bombe carta, pietre, fumogeni, palloncini pieni di vernice bianca e transenne contro poliziotti e carabinieri rinchiusi nella prefettura. Un gruppo di antagonisti ieri sera alle 18 ha assaltato il palazzo dove ha sede anche la questura di Livorno. La violenza รจ esplosa alla fine di una manifestazione non autorizzata nelle vie del centro a cui hanno partecipato circa 500 persone. Sette poliziotti sono stati portati al pronto soccorso con contusioni. Dopo i manifestanti si sono allontanati ancora in corteo e sono arrivati nella centrale piazza Cavour, dove due fotografi sono stati aggrediti. ยซSiamo stati vittime di un attacco vigliacco, squadrista e gratuito. Gente che si definiva pacifica รจ venuta con bastoni, picconi e taniche di vernice che ci ha tirato addossoยป, dice il segretario provinciale del sindacato di polizia Sap, Luca Tomasin”.
Il Giornale: “Restano comunisti”. L’orgoglio di Forza Italia e la causa contro Ingroia. Editoriale di Alessandro Sallusti:
“Quasi duemila firme in poche ore e mi auguro non sia finita. Sono quelยญle dei lettori che aderiscono alla queยญrelaย collettiva nei confronti del pm Ingroia che in un libro e in una intervista ha sostenuto la seguente tesi: non ci sono prove che Forza Italia sia nata in combutta con la mafia, ma dico che Forza Italia รจ la diretta espressione della mafia.
Io credo che noi liberali italiani non possiaยญmo permettere che una simile affermazione resti nellโaria impunita. Perchรฉ al di lร degli errori, alcuni anche gravi, di singoli signori, la storia di Forza Italia merita rispetto. ร la storia di milioni di uomini liberi che su intuiยญzione di Silvio Berlusconi hanno creduto, voยญtato e lottato per un Paese migliore. Io, che di Forza Italia non ho mai avuto la tessera, non ci sto a essere additato come mafioso. Noi elettori del centrodestra non siamo mafiosi, a meno che sia considerato tale aver impediยญto ai comunisti di salire al potere”.
Un pm che entra in redazione รจ come un soldato in ambasciata. Scrive Paolo Guzzanti:
“Arresto di Sallusti, la queยญstione dei principi. Ho letto tutto quel che ha pubblicatoย il Giornaleย e gli alยญtri giornali. Pochi direttori coยญme quello del Corriere della Seยญra hanno avuto il coraggio di trasmettere la loro solidarietร al direttore delย Giornaleย senza se e senza ma. I giornalisti itaยญliani sembrano in difficoltร in questo caso di fronte allโesiยญgenza di separare, districare, il caso specifico da quello geยญnerale, dei principi. Ci si deve chiedere se e in che modo lโarยญresto รจ avvยญenuto anche con inยญtenzioni simboliche importanยญtio no. Ci ho messo un poโ priยญma di focalizzare qualcosa che mi sfuggiva e poi finalmenยญte lโho vista, capita”.
La Stampa: “Vince Bersani: ora il governo”. La sfida di rinnovare il partito. Editoriale di Federico Geremicca:
“Le elezioni primarie, maggioritarie per definizione, hanno una regola molto semplice: chi vince vince, chi perde รจ fuori. Pier Luigi Bersani ha prevalso – e bene – nella sfida lanciatagli due mesi fa da Matteo Renzi: eppure รจ difficile immaginare che il sindaco-โrottamatoreโ sia fuori dai giochi. E questo non soltanto per la quantitร di consensi ricevuti. Ma anche perchรฉ รจ difficile immaginare che sia proprio il segretario Pier Luigi Bersani a considerarlo fuori”.
La sporca guerra dei soldi intorno alle Pussy Riot. Articolo di Mark Franchetti:
“Quando, in una dimostrazione di solidarietร , la pop star Madonna si presentรฒ a un concerto con i loro nomi tatuati sulla schiena, le tre ragazze della band dโopposizione tutta femminile Pussy Riot incarcerate per unโesibizione antiCremlino in una chiesa, ne furono felicissime. Lโappoggio della star coronava una campagna mondiale di indignazione per il duro trattamento che le autoritร avevano riservato alle ragazze. Madonna, che in un altro concerto aveva indossato il passamontagna che รจ il marchio della band russa, le ha aiutate a raggiungere la fama internazionale. Ma la felicitร รจ diventata costernazione adesso che in unโaltra esibizione di sostegno alle ragazze – due delle quali nel frattempo sono state condannate a due anni di lavori forzati Madonna ha cominciato a vendere T-shirt per aiutarle a pagare le spese legali”.
Abu Mazen, ritorno da eroe. Scrive Francesca Paci:
“Non avrร il peso specifico di Morsi, definito da Time Magazine ยซlโuomo piรน importante del Mediorienteยป, e neppure del premier di Hamas Haniyeh, emerso dallโoperazione israeliana Colonne di Nuvole come lโuomo piรน importante di Cisgiordania e Gaza, ma ieri il presidente palestinese Abu Mazen si รจ conquistato un posto dโonore nella rivendicativa storia araba contemporanea tornando vincitore a Ramallah dopo il successo allโOnu.ย ยซTenete alta la testa perchรฉ siete palestinesi e siete piรน forti dellโoccupazioneยป ha detto Abu Mazen alle migliaia di uomini e donne confluiti alla Muqata sventolando le bandiere nazionali, quelle gialle di Fatah (il partito del presidente) e insegne con la sua immagine avvolta nella tradizionale kefiah, simbolo del rispetto dovuto al leader”.






