Il Corriere della Sera: “Biagi, omicidio per omissione”. Come farsi male (e tanto) da soli. Editoriale di Antonio Polito:
Sarร forse una nuova macchinazione internazionale, questo ritorno dello spread tra i guai dellโItalia? Un altro ยซgrande imbroglioยป, un nuovo ยซcomplottoยป con il quale, complice al solito il capo dello Stato, entitร straniere tentano di buttar giรน anche Renzi, dopo averlo fatto con Berlusconi? In attesa di scoprirlo tra qualche anno dalle tardive memorie di un ex ministro o di un ex premier, per ora non si puรฒ dare che una spiegazione piรน prosaica: ci stiamo facendo male da soli, lโorganismo debilitato e fiacco del nostro sistema politico sta avendo una ricaduta.
I fondamentali del Paese non sono del resto tanto cambiati. Il debito pubblico รจ immane come tre anni fa, anzi di piรน. Il segno davanti alla cifra del Pil รจ sempre negativo. Governo e Parlamento faticano a tenere sotto controllo la spesa piรน o meno come al solito. Ma a questa costante economica del caso italiano si sta di nuovo aggiungendo un rischio squisitamente politico. Gli inglesi lo chiamano ยซslippage ยป, letteralmente scivolata, metaforicamente una situazione in cui un sistema non sembra piรน in grado di realizzare un obiettivo o di mantenere una scadenza, e quello che puรฒ accadere tra il momento in cui gli investitori comprano Italia e il momento in cui vendono diventa di nuovo incerto, imprevedibile, insicuro.
Nellโestate del 2011 esportammo, nel pieno della crisi dellโeuro, ingovernabilitร . Lโesecutivo non aveva piรน maggioranza, era squassato al suo interno, il ministro del Tesoro non firmava i provvedimenti di Palazzo Chigi, le raccomandazioni della Bce restavano disattese, le promesse fatte a Bruxelles non venivano mantenute. Nessun governo dei Paesi travolti dalla crisi, dalla Spagna alla Grecia, resse alla tempesta. Perchรฉ mai avrebbe dovuto sopravvivere il nostro, che giร non cโera piรน?
Al di lร dei proclami tutti i partiti temono il non voto. La nota politica di Massimo Franco:
Si comincia a capire meglio la ragione per la quale Silvio Berlusconi รจ arrivato a paragonare Beppe Grillo al dittatore nazista Adolf Hitler. ยซDi fronte al pericolo di un regime autoritarioยป, ha detto ieri lโex premier, ยซqualsiasi ipotesi alternativa va perseguitaยป. Traduzione verosimile: non esclude un governo di larghe intese col Pd di Matteo Renzi dopo le elezioni europee. Dette alla vigilia di un voto che potrebbe far scivolare la sua Forza Italia al terzo posto, sono parole che segnalano un certo grado di preoccupazione, se non di disperazione. E potrebbero offrire al Movimento 5 Stelle un ulteriore pretesto per accreditarsi come unica opposizione rispetto a quello che Grillo dipinge come un patto tra Pd e Forza Italia.
ร il segno che mentre i partiti si combattono negli ultimi giorni di campagna elettorale, in realtร giร guardano al dopo. Ha colpito la disponibilitร dei vertici grillini, a cominciare da Gianroberto Casaleggio, a diventare ministro in caso di vittoria: unโammissione sfuggita in unโintervista al Fatto , e poi ridimensionata. E ieri Berlusconi ha ventilato un ritorno al governo: prospettiva, in realtร , poco verosimile. Pensare che Renzi possa allearsi con FI contraddirebbe quanto รจ stato detto finora dal presidente del Consiglio. Lโunica possibilitร รจ che avvenga dopo elezioni politiche anticipate; e in una situazione parlamentare bloccata.
Ma prima bisognerebbe trovare un compromesso sulla riforma del sistema elettorale, in alto mare nonostante le assicurazioni del governo; e subordinato ai rapporti di forza che emergeranno dalle Europee. Lโincertezza sul voto del 25 maggio รจ vistosa: tanto che lo spread , la differenza tra il rendimento dei titoli di Stato italiani e tedeschi, ieri era risalito fino a 200 punti. Ed ha fatto dire al ministro dellโEconomia, Pier Carlo Padoan, che ยซcโรจ un elemento di nervosismo sui mercati legato alle attese dei risultati elettoraliยป: non solo in Italia ma nellโintera Europa. A fine giornata, lo spread รจ tornato a 178.
La prima pagina de La Repubblica: “Ecco il piano Renzi per il semestre Ue. Tasse, oggi via Befera”.
La Stampa: “Via al voto, allarme populismo”.
Londra apre le danze. Farage guida la carica degli anti-Bruxelles. Scrive Alessandra Rizzo:
ยซMa tu, chi sei?ยป chiedeva Nigel Farage, sprezzante e sarcastico, al presidente del Consiglio europeo. ยซHai il carisma di uno straccio bagnato e lโaspetto di un impiegato di banca di basso livello… Chi sei?ยป. Oggi molti si domandano la stessa cosa di lui: Chi รจ Farage? Lโesuberante euroscettico inglese, birra in mano e sorriso stampato in volto, potrebbe risultare il vincitore delle elezioni europee in Gran Bretagna.
Secondo i sostenitori, Farage รจ lโerede del conservatorismo britannico, il difensore degli interessi del paese contro gli odiosi burocrati di Bruxelles, il paladino dei lavoratori inglesi contro gli immigrati. Per i detrattori, รจ un fomentatore di pregiudizi, un pericoloso razzista, un ipocrita che alimenta lโodio contro gli stranieri ma impiega la moglie tedesca come assistente. Qualunque cosa si pensi del leader di Ukip, il partito che vuole la Gran Bretagna fuori dalla Ue, Farage รจ emerso come la forza nuova della politica britannica. Ha dominato la campagna per il voto di oggi, che accorpa elezioni europee e locali, con il suo stile di uomo del popolo e doti di formidabile comunicatore che anche gli avversari gli riconoscono. Farage parla a braccio, ha la battuta pronta; nemico del politically correct, รจ un provocatore nato che sguazza nelle polemiche ed รจ capace di uscirne indenne. Cinquantโanni, quattro figli e un passato di trader nella City, Farage ama dire di sรจ che non รจ un politico di professione. Eppure la politica lo ha quasi ucciso. Nel 2010, scampรฒ per miracolo allo schianto del piccolo aereo in cui viaggiava: lo striscione elettorale (ยซVota per il Paese. Vota Ukipยป) si impigliรฒ nella coda, facendo precipitare il monomotore. Deluso dai conservatori, ha fondato Ukip ed รจ stato eletto tre volte nel parlamento europeo, lโistituzione dove nel 2010 pronunciรฒ il discorso dello ยซstraccio bagnatoยป di fronte ad un esterrefatto Van Rompuy.
Il Fatto Quotidiano: “Renzi: Riforme, non faccio miracoli, non รจ il mio parlamento”.
Leggi anche:ย Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: โNcd, Nuovo Centro Detenutiโ
Il Giornale: “Pronto il tribunale del popolo”. Come Mao Tse-Tung. Editoriale di Vittorio Feltri:
La parola dโordine ormai รจ questa:la poยญlitica fa schifo. Esprime un concetto, perรฒ, vecchio come il mondo. O almeยญno quanto la nostra Repubblica. Da quando faccio il giornalista, infatti, lo sento ripeยญtere da migliaia di bocche. Un mantra, secondo il linguaggio di moda. In realtร lโItalia, pur con i suoi drammi quotidiani, รจ sempre riuscita a caยญvarsela e sarebbe una bugia dire che ieri si stava meglio di oggi. La vita, persino quella democratiยญca, non รจ mai stata facile. Attualmente, tuttavia, fra i tanti ingredienti che insaporiscono (o renยญdono amara) la nostra esistenza, cโรจ un umoriยญsmo nero inedito. Per la prima volta la politica patria si avvale del contributo di un comico di taยญlento, Beppe Grillo, il quale, stanco di esibirsi sul palcoscenico dei teatri, si รจ trasferito sulla triยญbuna e (scusate la cacofonia) fa furore piรน che pria. A giudicare dagli effetti che produce sul popoยญlazzo, egli รจ un genio. Cโรจ gente che ha dedicato decenni alla politica, per esempio Pier Ferdinanยญdo Casini, e non riesce ad andare oltre il 2o3per cento dei consensi: immagino la sua frustrazioยญne.






