NEW YORK – La Apple ha oggi annunciato l’intenzione di modificare i programmi che permettono di localizzare gli utenti degli iPhone, vista l’ondata di proteste di questi giorni, legate a timori di mancato rispetto della privacy.
La casa di Cupertino, dopo avere precisato che non sta raccogliendo dati sugli utenti (”non lo abbiamo mai fatto e non abbiamo intenzione di farlo”), ha spiegato che continuerà a conservare una banca dati che riguarda i punti di contatto wi-fi e dei cellulari, in modo da accelerare una serie di servizi, ma senza sfruttare i dati che vengono ad un certo punto distrutti.
Il nuovo software modificato ha come obiettivo di diminuire il volume della cache (che conserva i dati) e di accelerarne la distruzione.
Per annunciare la marcia indietro sulla vicenda riservatezza, la Apple ha postato un comunicato ufficiale in dieci domande sul suo sito americano.
“Apple, è scritto nel comunicato, non traccia la posizione del vostro iPhone”, ma “conserva le informazioni relative agli hotspot wi-fi e ai ripetitori ai quali ci si connette, alcuni dei quali possono essere situati a oltre 100 miglia di distanza dal tuo iPhone. Calcolare la posizione di un telefono cellulare utilizzando solo i dati dei satelliti GPS può richiedere diversi minuti. L’iPhone è in grado di ridurre questo tempi temi uilizzando gli hotspot Wi-Fi e i dati delle torri cellulare per trovare rapidamente i satelliti GPS, e anche la posizione quando il segnale GPS è assente. Questi calcoli sono eseguiti dal vivo su iPhone utilizzando un database folla di origine di hotspot Wi-Fi e di dati torre cella che viene generato da decine di milioni di iPhone inviando le posizioni geo-tag del vicino hotspot Wi-Fi e ripetitori in un anonimo e in forma crittografata per Apple”.
I dati raccolti in questo modo vengono inviati ad Apple in forma “anonima e criptata”, cosicché è impossibile “identificarne la fonte”.
La memorizzazione dei dati dell’ultimo anno è stata causata da un bug che ha impedito di cancellare la cache di volta in volta. Ma questa pecca “verrà corretta con il prossimo aggiornamento del software di sistema. Non pensiamo che l’iPhone abbia bisogno di memorizzare per più di sette giorni questi dati”.
I dati raccolti da iPhone non vengono forniti a terzi a meno che non sia l’utente ad autorizzarne la diffusione. “Forniamo log anonimi degli utenti che hanno aderito allo sviluppo di applicazioni di terze parti per aiutarli con il debug dei loro software. Il nostro sistema di pubblicità iADs può utilizzare la posizione come fattore di targeting degli annunci”.
