ROMA – Cuffia e tablet collegati per tradurre i pensieri in azione. Si chiama Brindisys, il sistema portatile realizzato da un gruppo di ricercatori coordinati dalla Fondazione Santa Lucia di Roma, pensato per pazienti affetti da gravi problemi di mobilita', come quelli provocati dalla Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla), per comunicare o attivare dispositivi elettronici grazie al pensiero.
Il progetto e' nato grazie al finanziamento di 336.000 euro da parte della Fondazione Arisla e l'associazione dei pazienti Aisla, entrambe impegnate nella lotta alla Sla. Brindisys e' composto da una cuffia che viene indossata dal paziente e da un semplice tablet dal quale parte l'esecuzione dell'azione. In soli 10 secondi il sistema permette di comandare azioni vere e proprie, come accendere la televisione e cambiare canale, aprire la porta, spegnere la luce.
La cuffia e' un dispositivo in grado di rilevare i comandi dell'utente direttamente dall'attivita' del cervello grazie a una serie di elettrodi che ne registrano i segnali elettrici; gli elettrodi sono a loro volta collegati a un piccolo dispositivo che elabora le informazioni e le trasferisce al tablet.
Quest'ultimo rappresenta l'interfaccia per accedere alle funzioni di comunicazione (scritta e con sintesi vocale) o di controllo dei dispositivi collegati (luci, Tv, letto motorizzato).
''Il progetto e' nato con l'obiettivo di realizzare un sistema di ausilio che includa un'interfaccia cervello-computer semplice, incorporata in un apparecchio indipendente senza bisogno di un personal computer'', ha spiegato Febo Cincotti, uno dei responsabili dello studio. Partito da circa un anno e mezzo, il progetto ha ancora molta strada da fare prima di giungere ai pazienti. ''E' un progetto di ricerca sperimentale – ha spiegato Cincotti – e bisognera' attendere prima che possa essere disponibile per un reale utilizzo''.
