La riforma dei condomini è stata approvata in Senato con voto bipartisan e la vita nei palazzi d’Italia è destinata a cambiare se anche la Camera darà l’ok al testo.
Cosa cambierà? Sarà possibile staccarsi dall’impianto di riscaldamento condominiale pagando solo le spese straordinarie e di manutenzione: insomma chi vuole stare al freddo potrà farlo senza troppi costi. L’amministratore però potrà imporre la verifica degli impianti.
L’unanimità non servirà più per le delibere come la modifica di una destinazione d’uso di uno spazio condominiale. A quel punto basteranno anche solo con la maggioranza dei presenti, basta che abbiano in mano i due terzi dei millesimi.
Inoltre non sarà possibile vendere un bene comune, come la casa del portiere, ma bisognerà sostituire il bene con un altro e quindi vendere per realizzare altro.
Inoltre l’amministratori sarà più responsabilizzato e dovrà stipulare una polizza assicurativa che copra almeno il bilancio annuale e dovrà essere iscritto a un registro degli amministratori presso le Camere di Commercio. Sarà in carica due anni e se il condominio propone una delibera l’amministratore dovrà convocare l’assemblea entro 30 giorni.
