UDINE – Gli avvenimenti alla base dei traumi psicologici possono essere ridotti a semplici ricordi non dolorosi grazie a una tecnica psicologica relativamente giovane, ma che ha gia’ dato prova di se’ in occasione di grandi calamita’ naturali.
La prima conferma per immagini delle potenzialita’ dell’Emdr, sigla inglese che sta per ‘desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari’ viene da uno studio coordinato da un ricercatore italiano, Marco Pagani dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Cnr, i cui risultati sono stati presentati per la prima volta in Italia oggi a Udine, durante un convegno organizzato dall’Istituto Navel, il primo a portare nel nostro paese questo metodo.
”Per la prima volta al mondo abbiamo monitorato ‘in diretta’ con alcune tecniche di ‘imaging’, soprattutto l’elettroencefalogramma, i cambiamenti nel cervello dei pazienti dalla prima seduta all’ultima – spiega Pagani – e abbiamo osservato che rievocando l’evento si passa da un’attivazione delle aree legate all’emozione a quelle cognitive, segno che il ricordo non genera piu’ emozioni”.
L’Emdr e’ usato per risolvere i ricordi di esperienze traumatiche che stanno alla base di disturbi psicologici del paziente. La tecnica utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata per aiutare il paziente nella rielaborazione del trauma, e produce i suoi effetti in 6-8 sedute.
Nel caso di disastri collettivi ha mostrato un’efficacia dell’80%, e in Italia e’ stato usato ad esempio con i bambini sopravvissuti della scuola di San Giuliano (Campobasso) dopo il terremoto del 2002 e dopo il terremoto dell’Aquila: ”I test sono stati effettuati su 10 pazienti, una cifra che speriamo di raddoppiare – spiega l’esperto -, che a un anno dalla terapia non hanno mostrato segni di ricadute. Ora sto collaborando a due altri test su pazienti, uno negli Usa sulla depressione maggiore, l’altro in collaborazione con l’universita’ di Roma Tor Vergata sui disturbi ossessivo-compulsivi”.
In Italia sono 4 mila i professionisti formati per utilizzare l’Emdr, mentre negli Usa sono circa 100 mila: ”I cambiamenti cerebrali illustrati da Pagani sono simili a quelli che avvengono per effetto degli psicofarmaci – spiega la fondatrice della scuola Navel Esther Pedone – ma a differenza di quelli sono duraturi e avvengono in poche sedute, permettendo anche di evitare gli effetti collaterali”.
Secondo l’esperta la tecnica utilizza la capacita’ innata del cervello di ‘guarirsi’: ”Secondo questo approccio la mente e’ in grado di guarire se stessa, un po’ come fa il corpo – sottolinea – quando il trauma e’ troppo grande rimane come bloccato nelle reti neurali, cosi’ che quando il paziente ne attiva il ricordo questo scatena anche le emozioni legate. L’Emdr desensibilizza il ricordo, per cui la persona riesce a guardare all’evento traumatico come se fosse una cosa distante”.
