Poca gente, alcune decine di persone, alla veglia organizzata in piazza Nettuno per ricordare il piccolo Devid, il bambino di 23 giorni morto a Bologna il 5 gennaio.
Rose, gigli bianchi e candele accese, sono state appoggiate sui gradini davanti alla Sala Borsa, la biblioteca dentro alla quale i genitori erano soliti frequentare, per ripararsi, anche nei giorni precedenti alla morte del bambino.
E uno striscione, ”In ricordo di Devid, vittima anche della nostra indifferenza”, poi poggiato simbolicamente sulla fontana del Nettuno. A qualche decina di metri di distanza erano stati dati i primi soccorsi al piccolo, il pomeriggio del 4.
Non hanno partecipato i genitori, che durante la giornata sono stati invece ancora visti nella zona della piazza, e dentro la biblioteca. Nessun discorso è stato pronunciato dagli organizzatori della veglia, Roberto Morgantini e Mattia Fontanelli, che hanno ripreso un’idea lanciata dal poeta Roberto Roversi. Presenti, tra gli altri, Daria Bonfietti, presidente dell’associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica, e due dei tre candidati alle primarie del centrosinistra, Amelia Frascaroli e Benedetto Zacchiroli, il segretario del Pd Raffaele Donini.
