ROMA, 24 AGO – Sono stati ricostruiti al Cern gli embrioni delle nuvole. Fisici delle particelle ed esperti di chimica dell'atmosfera sono riusciti a imitare in laboratorio i raggi cosmici, ossia il flusso di particelle ad altissima energia che dallo spazio bombardano la Terra, ed hanno visto che questi accelerano sia la formazione delle particelle di aerosol, sia la velocita' con cui queste si aggregano per formare grappoli che sono gli embrioni da cui si formano le nuvole.
I primi risultati dell'esperimento, chiamato Cloud (Cosmics Leaving OUtdoor Droplets), sono pubblicati su Nature. Alla ricerca hanno partecipato anche molti italiani: Alessandro Franchin, dell'universita' finlandese di Helsinki, Francesco Riccobono, dell'Istituto svizzero Paul Scherrer, Linda Rondo dell'universita' tedesca di Francoforte, Federico Bianchi dell'Istituto Paul Scherrer e dell'universita' di Milano.
I ricercatori, coordinati da Jasper Kirkby del Cern, hanno voluto osservare nel dettaglio gli effetti dei raggi cosmici sulla formazione dell'aerosol atmosferico, ossia sulla formazione delle minuscole particelle liquide o solide sospese in atmosfera.
In pratica e' stata ricreata l'atmosfera terrestre in 'una stanza' che e' stata poi bombardata con un fascio di particelle elettricamente cariche (ioni) presso l'acceleratore di particelle Ps (Proton Synchrotron) del Cern di Ginevra.
In questo modo fisici e chimici dell'atmosfera sono riusciti a imitare gli effetti dei raggi cosmici sull'atmosfera e ha scoprire il loro ruolo nella formazione dell'aerosol. Comprendere questo processo, hanno spiegato i ricercatori, e' importante per comprendere il clima.
Si e' scoperto cosi' i raggi cosmici fanno aumentare in maniera significativa (anche di 10 volte) la formazione delle particelle di aerosol, acido solforico e vapore d'acqua, nelle zone centrali dell'atmosfera e che accelerano l'aggregazione tra le particelle, che cominciano a formare grappoli sempre piu' grandi, fino a diventare nuvole.
Tuttavia questi elementi non riescono ancora a spiegare la formazione di tutto l'aerosol che si osserva nelle zone piu' basse dell'atmosfera. Secondo i ricercatori devono essere coinvolti ulteriori elementi: scoprirne l'identita' e' il prossimo obiettivo di Cloud.
