Anche sul piano del prodotto c’è da nutrire qualche dubbio. Una produzione di 50.000 auto all’anno, auto di lusso coerenti con il marchio del tridente e che vedono in modelli come la Porsche Cayenne e la Audi Q7 le più titolate rivali, sono davvero molte. Oggi il Suv della Porsche viene venduto al ritmo di circa 40.000 unità all’anno tra Europa e Stati Uniti e la Q7 si arresta alla soglia delle 15.000.e lo stesso fa la Touareg della Volkswagen Numeri contenuti ma che consentono comunque una forte redditività perché si tratta di modelli realizzati su una piattaforma comune che consente il raggiungimento di soddisfacenti economie di scala.
Senza contare che nel frattempo questi modelli inizialmente esclusivi si sono piegati alle esigenze del mercato con l’adozione di propulsori diesel di cilindrata contenuta. Nel caso della Fiat è credibile che lo stesso obiettivo possa essere perseguito utilizzando la piattaforma della Gran Cherokee motorizzata con un propulsore Maserati 8 cilindri a V.
In questo modo, però, il modello si colloca nella fascia più alta del mercato ed a questo punto le 50.000 unità all’anno sembrano davvero troppe. Anche perché di Gran Cherokee , almeno per ora, se ne vendono circa 300 al mese in Europa e la maggior parte equipaggiate con un parsimoniosi diesel e perchè negli Stati Uniti le classifiche dei modelli redatte in base al livello qualitativo vedono la Chrysler ancora nelle posizioni di rincalzo.
Ma l’inaffidabile Landini ha deciso per Marchionne, ora costretto a rivelare i suoi piani nel dettaglio, e sarebbe la prima volta, ed a prepararsi a fronteggiare il malumore degli operai degli stabilimenti Maserati di Modena il cui futuro, ora legato solo alla coupè ed alla gran cabrio, sembra essere lo stesso di quello degli addetti alla Bertone. Ma prima della cura Marchionne. Meglio che Landini si metta di nuovo al lavoro.
