WASHINGTON, STATI UNITI – Google รจ finito nel mirino dei regolatori americani ed europei per la vicenda di Safari, il motore di ricerca della Apple. Nei confronti del gigante di Mountain View – secondo quanto riporta il Wall Street Journal – e’ stata infatti aperta una serie di inchieste sia in Europa che negli Stati Uniti, per verificare se ci sia stata realmente una violazione della privacy di tutti gli utenti di Mac, iPhone e iPad che utilizzano il browser della casa di Cupertino.
A denunciare il caso un mese fa era stato proprio il quotidiano di Wall Street, che in un articolo parlava di un sistema utilizzato da Google per tracciare e memorizzare il comportamento su internet degli utenti, e dunque avere informazioni preziose sul fronte del marketing e della pubblicita’. Questo attraverso dei cookie, piccoli file di testo che contengono informazioni sulla navigazione in rete. In questo modo venivano cosi’ aggirate le impostazioni di privacy fornite da Safari.
Secondo il Wall Street Journal le indagini avviate negli Usa – a livello federale e nei singoli Stati – e in tutta Europa potrebbero trascinare Google in una battaglia legale di anni, con il rischio di subire multe pesantissime. I vertici del motore di ricerca piu’ cliccato al mondo, intanto, si difendono spiegando che nei cookie non sono salvate informazioni personali: dunque, nessuna violazione della privacy. ”Comunque – assicura un portavoce del gruppo – coopereremo con qualunque autorita’ voglia porci delle domande e ci richieda delle spiegazioni”. ”L’importante e’ ricordare – aggiunge il portavoce – che abbiamo gia’ rimosso questi cookies dal browser Safari”.
In particolare, ad indagare negli Stati Uniti sarebbe la Federal Trade Commission, per verificare se Google abbia violato l’accordo sulla protezione della privacy stipulato lo scorso anno col governo. Violazione che costerebbe cara alla casa di Mountain View, con multe fino a 16.000 dollari per ogni giorno in cui l’illecito e’ stato perpetrato. Ad indagare sul caso negli Usa e’ anche un gruppo di procuratori, compreso quello di New York, con la possibilita’ di comminare multe fino a 5.000 dollari al giorno. In Europa, scrive il Wall Street Journal, l’inchiesta piu’ ampia e’ stata aperta in Francia, da parte della Commissione nazionale per l’informatica.
