ROMA, 5 LUG – C'e' un piccolo rivoluzionario o anarchico in ognuno noi, almeno quando siamo bambini. La 'sete' di giustizia, l'empatia, la capacita' di cooperare, l'avere a cuore il benessere degli altri e avversione per gli estremi gerarchici sono infatti caratteristiche quasi 'innate' nell'uomo, che si sviluppano nella prima infanzia, tra i 3 e gli 8 anni d'eta'. Qualita' che abbiamo sviluppato da tempi immemorabili, visto che gia' l'homo sapiens ce le aveva e sono state queste che hanno decretato la sua sopravvivenza e fortuna nei secoli.
Come spiega uno studio pubblicato su 'Nature', si tratta di una sorta di eredita' della nostra lunga vita preistorica da nomadi, che ci ha fatto vivere come una comunita' strettamente legata con cui si coopera in reciprocita'. Secondo i ricercatori del Max Planck Institute di Antropologia evolutiva, quest'attenzione al benessere degli altri e l'avversione per le disuguaglianze prendono forma gia' da piccoli: se a 3-4 anni i bambini si comportano da egoisti, a 6-7 si dividono le loro cose tra loro e puniscono chi cerca di prendere piu' di quanto gli spetti esattamente, anche se cio' significa che chi punisce debba sacrificare la propria porzione.
Inoltre, quest'antipatia per la diseguaglianza e' fortemente influenzata da una sorta di campanilismo, cioe' la preferenza a favorire i membri del proprio gruppo sociale. Tutte caratteristiche tipicamente umane. "Non capitera' mai di vedere infatti – spiega Michael Tomasello, autore dello studio – due scimpanze' portare un tronco insieme". Quando si cresce queste qualita' diventano piu' sfumate. La manifestazione dell'attitudine umana a cooperare, dello spirito di onesta' e correttezza e', secondo l'evoluzionista David Sloan Wilson, una delle maggiori transizioni nella storia della terra. I nostri progenitori hanno dovuto imparare a fidarsi dei loro vicini, e i semi di questa mutualita' possono essere rinvenuti nei nostri gesti piu' semplici, come ad esempio l'additare un oggetto nascosto a un altro, come fanno anche i bambini piccoli.
Per quanto riguarda l'insofferenza per la gerarchia, non significa comunque che sia totalmente assente. Attraverso ricerche etnografice, i ricercatori hanno concluso infatti che il modello base di un gruppo sociale umano e' moderatamente, ma non infallibilmente, egualitario. Sono stati infatti trovati gradienti di ricchezza anche nei gruppi piu' nomadi, anche se moderati.
