Diversificare i mercati del Web a seconda che si acceda da un fisso o da una rete wireless, da un pc o da un mobile, a seconda anche di quello che si vede o si cerca navigando. Il governo americano si prepara a regolare internet: la Federal Communication Commissions (Fcc) è pronta a votare la proposta presentata dal suo presidente, Julius Genachowski, sulla “neutralità della rete”, ovvero affinchè tutti i servizi sulla rete e tutti i navigatori siano trattati in modo uguale.
Nelle ultime ore i commissari democratici Michael Copps e Mignon Clyburn hanno segnalato che non si opporranno alla proposta avanzata anche se non la ritengono abbastanza forte. ”Internet aperto è essenziale e ritengo sia appropriato per la Fcc salvaguardarlo adottando chiare regole che tutelano l’accesso dei consumatori. La commissione – spiega Clyburn in una nota – ha lavorato con determinazione per offrire questo set di regole che, per quanto non duro quanto dovrebbe, tutela i consumatori mentre esplorano e imparano online”.
I meccanismi alla base di internet potrebbero quindi andare verso un nuovo corso e la svolta può cominciare proprio negli Stati Uniti dove per la prima volta si dirà con chiarezza agli operatori come gestire il traffico degli utenti. Che cosa possono e non possono fare. La commissione riunita deciderà se approvarla o respingerla, in un coro di polemiche bipartisan: tanta è infatti l’attesa negli Usa e grandi sono gli interessi in gioco, da parte di operatori telefonici e aziende web come Google.
La sostanza della proposta è già nota: Genachowsky l’ha anticipata qualche giorno fa, in un discorso pubblico. In sintesi, qualsiasi operatore internet (fisso e mobile) sarà libero di bloccare o rallentare il traffico ritenuto illegale (film pirata per esempio) o dannoso per la rete (attacchi di hacker). Gli operatori saranno costretti però a descrivere, con chiarezza e trasparenza, ai propri utenti il modo con cui gestiscono il traffico (se e quali servizi rallentano, bloccano o accelerano, per esempio).
Sugli altri tipi di traffico (né dannosi né illegali), Genachowsky è intenzionato a permettere tutte le discriminazioni che non siano “irragionevoli”. Chiarirà presto che cosa intende con questa parola, ma l’ipotesi più accreditata dagli esperti di policy tlc Usa è che vieterà solo le discriminazioni anti competitive. Per esempio, un operatore fisso che dovesse rallentare i film offerti da una certa azienda sul web, per favorire il proprio analogo servizio o quelli dei propri partner commerciali.
Gli operatori mobili avranno mani ben più libere, nel gestire il proprio traffico, annuncia Genachowsky, per “tutelare un mercato ancora agli inizi”. Potrebbero così adottare nuove tecnologie, sulle proprie reti, per analizzare il traffico e così assegnare a ciascun servizio un costo e una velocità diverse. Esempio: se l’utente va su Facebook paga poco; molto se usa il VoIP (telefonia su internet) o YouTube; niente se usa i servizi dello stesso operatore, il quale inoltre li potrà velocizzare a bella posta (dando loro una priorità nel traffico totale). Nel caso della rete mobile, quindi, il regolatore non si porrebbe il problema delle pratiche anti competitive.
Le polemiche sono più forti proprio sulle norme relative alle reti cellulari, ma in generale è un tema che da anni è campo di battaglia tra aziende Usa, grandi e piccole. Sono circa 150 le organizzazioni che hanno attivato gruppi di lobby alla Casa Bianca per influenzare questo genere di decisioni, in un senso o nell’altro. Le reazioni, alle regole anticipate da Genachowsky, sono state ambigue, finora. Open Net Coalition, che sostiene l’apertura di internet e comprende aziende come Google, Facebook, Amazon, Skype, eBay, ha comunicato di sostenere gli obiettivi di Fcc. Quasi tutti i venture capital, finanziatori di aziende web, hanno invece detto che le nuove regole soffocheranno l’innovazione. Concordano i gruppi sostenitori dei diritti degli utenti internet.
